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Terme, la ricetta di Michelotti: «Rilancio e più visibilità»

La Regione ha scelto il commercialista 57enne di Pescia per sostituire Brogioni. «Anche io non porterò i libri in tribunale. Lavorerò con trasparenza e onestà»

Dice di aver già fatto diversi incontri con l’amministratore unico uscente, Carlo Brogioni, e di aver notato «numerose problematiche» in azienda (ma tutte con un loro «perché», aggiunge sibillino). Spiega poi che darà di tutto per risollevare le sorti del bene più prezioso della città, ma che per farlo «serve la condivisione da parte di tutti, al di là di ogni appartenenza politica». E aggiunge infine che, come il suo predecessore, farà di tutto per evitare di portare i libri in tribunale, puntando invece ad aumentare il fatturato e a far ripartire la macchina promozionale. Il presidente della Regione ha firmato ieri (“d’intesa con il Comune”) il decreto che nomina il commercialista pesciatino Alessandro Michelotti nuovo amministratore unico delle Terme. Esperto in procedure concorsuali, 58 anni a marzo, il professionista è stato anche revisore dei conti in diversi Comuni (compreso Montecatini).

Michelotti, lei ha già fatto sopralluoghi alle Terme: come le ha trovate?

«Con tanti problemi da risolvere, a cominciare da quelli finanziari, ma non è un mistero. Devo però ancora iniziare davvero il mio lavoro e vorrei farlo con l’aiuto di tutti».

Questo era anche un obiettivo di chi l’ha preceduta alla guida della società, ma non sempre è stato raggiunto.

«Eppure solo così ce la possiamo fare. Brogioni lo conosco da anni e so che è una persona professionalmente e umanamente di alto livello. Mi fa piacere sapere che anche lui, come me, ha cercato la condivisione e la collaborazione di tutti, anche di tutte le aree politiche».

A proposito: ha mai avuto incarichi politici?

«No, al massimo sono stato nel collegio sindacale di Fincantieri o presidente di seggio elettorale. Ricordo che in un conteggio delle schede alle 3 di notte un rappresentante di lista mi disse: “Lo so che è tutto a posto, ma il partito mi ha detto di contestare e io contesto”. No, non fa per me».

Un altro punto fermo delle scelte di Brogioni è stato quello di non voler portare i libri in tribunale.

«Farò altrettanto. Quali vantaggi porterebbe alla città? Credo nessuno: il patrimonio si svaluterebbe e questo passaggio, diversamente da quanto si può pensare, andrebbe anche contro gli interessi di un compratore, che si ritroverebbe senza un indotto e a dover far fronte a un ingente investimento in pubblicità per recuperare credibilità».

Alle Terme dovrà gestire anche la fase di transizione verso la privatizzazione.

«Lo so e cercherò di farlo con trasparenza e onestà».

Si avvarrà di un consulente, come successo coi precedenti amministratori?

«È una figura indispensabile. Nomi già ne sento circolare, ma la responsabilità è mia, quindi dovrò valutare

attentamente».

In sintesi, da cosa sarà caratterizzato il suo mandato?

«Vorrei incrementare il fatturato e la visibilità delle Terme all’esterno. Per questo cercherò di tornare a fare promozione. Sempre con l’aiuto di tutti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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