Quotidiani locali

Vai alla pagina su Basta violenza sulle donne
Cercò di dare fuoco alla ex compagna: condannato per tentato omicidio

Cercò di dare fuoco alla ex compagna: condannato per tentato omicidio

Operaio di Montecatini processato davanti al gip di Pistoia: 8 anni e 4 mesi di reclusione

MONTECATINI. È in carcere dal primo giugno scorso,  per aver aggredito  a colpi di chiave inglese e aver tentato di dar loro fuoco con della benzina - il 25 maggio a Montecatini - la propria convivente e l’amica accorsa per difenderla.  Accusato di tentato omicidio, nella mattinata di oggi, 9 gennaio,  il 45enne operaio montecatinese – di cui non pubblichiamo le generalità per non rendere identificabili le vittime e il figlioletto della coppia – è stato condannato a 8 anni e 4 mesi di reclusione dal gip del tribunale di Pistoia, di fronte al quale è stato processato con il rito abbreviato.

Oltre che di tentato omicidio, l’operaio era  accusato anche di maltrattamenti in famiglia. Sì perché l’episodio del 25 maggio era stato soltanto il culmine di un crescendo di violenze. Un’aggressione (fallita per l’intervento di una passante) che poteva costare la vita a lei e a chi le era accanto e che, per questo, le aveva infuso il coraggio di denunciare finalmente ai carabinieri ciò che aveva subito nel corso degli anni, di raccontare delle botte e delle offese, su cui aveva sempre taciuto (così come non si era mai fatta curare all’ospedale) solo per il bene del figlio.

Era stato il bambino stesso, un mese prima, a chiedere aiuto al 112 quando il padre, tornato a casa ubriaco, aveva preso nuovamente a calci e pugni la mamma. Ma quando i militari erano arrivati sul posto, l’uomo era già in strada e la donna, sostenendo di non essere stata picchiata, si era anche rifiutata di raccontare dei precedenti maltrattamenti subiti. Nessuna flagranza quindi, e nessuna querela di parte. Solo grazie alla testimonianza di un’amica che era andata a prenderla per ospitarla a casa sua (la stessa che sarebbe stata un mese dopo vittima del tentato omicidio) i carabinieri avevano potuto formalizzare nei confronti dell’operaio una denuncia per maltrattamenti in famiglia. Ciò che era accaduto realmente quella sera la donna lo aveva raccontato solo dopo l’aggressione del 25 maggio. E anche delle precedenti violenze e di quelle successive: l’ultima,

dieci giorni prima, quando il convivente era arrivato anche ad afferrare per i capelli il figlioletto intervenuto per difendere la mamma. Una testimonianza che, assieme a quelle di un’amica e di un amico della donna, hanno permesso alla gip di ordinare l’arresto in una settimana appena.

I COMMENTI DEI LETTORI

TrovaRistorante

a Montecatini Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PERCORSI

Guida al fumetto: da Dylan Dog a Diabolik