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Corelli dice addio ad Atman e vola a Roma

Lamporecchio, il pluristellato chef lascia le redini del ristorante di Villa Rospigliosi al suo braccio destro

LAMPORECCHIO. Il pluristellato chef Igles Corelli lascia il ristorante Atman a Villa Rospigliosi di Lamporecchio. Una separazione consensuale con la proprietà della villa, la Febo srl, precisa il maestro della cucina circolare; ma che inevitabilmente priva il capolavoro architettonico del ’600 di Gian Lorenzo Bernini della sua punta di diamante.

Dai primi di febbraio, infatti, Corelli si trasferirà a Roma per seguire da vicino “Mercerie high street food”, il suo nuovo ristorante in largo Argentina, inaugurato il 17 dicembre scorso. Mentre a prendere le redini della cucina di Atman a Lamporecchio sarà Marco Cahssai, braccio destro di Corelli per ben tredici anni.

«Sarà una grande esperienza per Marco – spiega lo chef – e, soprattutto, la sua presenza dietro ai fornelli garantirà agli ospiti una continuità con il passato. D’altronde è giusto che Marco voli con le sue ali. Io, invece, d’ora in poi, sarò molto impegnato a Roma e non potrei dedicare ad Atman il tempo che merita».

Questa divisione, tuttavia, non è un’assoluta novità. La decisione, infatti, era già nell’aria nel dicembre scorso, quando Corelli affermò, senza mezzi termini, la messa a rischio del progetto Atman. Il ristorante, aperto a Lamporecchio più di due anni e mezzo fa, dopo soli sette mesi dalla sua inaugurazione ottenne la prima stella Michelin. Ma da allora nessun altro riconoscimento è arrivato dalla prestigiosa guida francese, facendo saltare in aria i piani di Corelli. Che per la sua creatura aveva pensato a un obiettivo molto ambizioso, ma non impossibile per lo standard qualitativo del ristorante: ottenere tre stelle in sei anni.

«Adesso – prosegue – è tempo di guardare avanti e “Mercerie” mi sta dando gli stimoli giusti. L’apertura è stata un successo, così come la cucina innovativa e tecnologica declinata in piccoli assaggi che la rendono accessibile a tutti».

Ma Corelli non ha intenzione di fermarsi al bistrot e lounge bar romano. «Il nostro – aggiunge – è un progetto internazionale con un obiettivo importante: aprire venti locali come “Mercerie” in tutta Europa; dei luoghi in cui non esistono antipasti, primi e secondi piatti, ma solo uno street food di alta classe. Un menù composto in prima persona dagli ospiti, che possono scegliere tra bottoni salati, bottoni gelato, praline e lasagnette croccanti tutte da gustare».

Una concezione di cucina 2.0 del tutto diversa, insomma, da quella di Atman. «Con me, a Roma – conclude lo chef – porterò anche un pezzo di Toscana. Nella variegata offerta di “Mercerie” è stato inserito anche il Peposo, piatto tipico della tradizione fiorentina, che ho rivisitato e accompagnato con aria di pepe nero, parmigiano
36 mesi e gel di vino».

Quando gli chiediamo se il ristorante Atman gli mancherà, risponde, sorridendo: «Certo, un po’ mi dispiace. Ma d’altronde non sono più un ragazzino... se questo passo decisivo non lo faccio adesso, non lo faccio più...» .

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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