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Muore per un male incurabile 21 giorni dopo la moglie

Massa e Cozzile, Paolo lotta per due anni contro un tumore e Simonetta sta sempre al suo fianco. Poi anche lei scopre di essere malata e muore a settembre: pochi giorni dopo lui la raggiunge. Il dolore di una comunità

MASSA E COZZILE. Un gesto di affetto e riconoscenza; un modo per dimostrare che l’amicizia, quella vera, non si può dimenticare. Neppure quando la morte irrompe così pesantemente e dolorosamente. Un messaggio a chiare lettere che gli amici del Circolo Arci di Vangile, attraverso le pagine del Tirreno, hanno voluto dedicare, ieri, a Paolo Artusini e Simonetta Rastelli. Riservando una mezza pagina per dire loro quanto mancano alla gente di questo piccolo paese paese che li ha sempre considerati come punti di riferimento.

Un triste destino ha accomunato questi due coniugi di Massa e Cozzile: entrambi, infatti, sono scomparsi, per un male incurabile, a distanza di 21 giorni l’uno dall’altra. E il vuoto che hanno lasciato è incolmabile. Per la loro unica figlia, Irene, ma pure per l’intera comunità di Vangile. Che li aveva rispettati e anche aiutati, durante i difficili momenti della malattia.

Paolo, 65 anni, era pensionato, ma aveva lavorato molti anni come dipendente del Comune di Massa e Cozzile; anche Simonetta, 62 anni, aveva raggiunto l’età della pensione, ma si dedicava instancabilmente, anima e corpo, al marito, purtroppo malato da più di due anni. Ma nonostante le difficoltà, Paolo e Simonetta erano la vera anima di Vangile e di tutte le sue feste. Lui coinvolgente, pieno di idee e con grande spirito di organizzazione; più schiva ma con una grande forza d’animo, la moglie.

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«Mio padre – racconta, commossa, la figlia Irene – sapeva farsi ben volere da tutti, era sempre attivo. E, ovviamente, coinvolgeva anche mia madre, che non si sottraeva mai. Erano due persone che si completavano a vicenda, che si capivano al volo. Un uomo e una donna che si amavano tanto e che, fino all’ultimo respiro, si sono aiutati l’un con l’altra».

Paolo era anche vice presidente del Circolo Arci di Vangile, che per lui rappresentava la sua seconda casa. «In quel ruolo – hanno scritto gli amici – ha contribuito in modo decisivo alla valorizzazione e all’ideazione di tutte quelle iniziative che siamo riusciti a portare avanti. E che, grazie anche all’apporto fattivo e gioioso di Simonetta, sono diventate un punto fermo nella vita del nostro piccolo mondo».

Poi, tutto ad un tratto, nel marzo di quest’anno, anche Simonetta scopre di avere un tumore; prova a combattere, ma, a settembre, se ne va per sempre. Ventun giorni dopo, il 12 ottobre scorso, la segue anche Paolo. «Vogliamo continuare, seppur con dolore, il nostro lavoro, seguire la strada da loro tracciata». Questa la promessa degli amici del Circolo di Vangile.
 

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