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Consorzio di bonifica, cartellino giallo della Regione Toscana

Diffida ufficiale inviata al presidente Marco Monaco su piano di organizzazione del personale e direttore

PONTE BUGGIANESE. L’ombra del commissario sul Consorzio di bonifica 4 Basso Valdarno. La Regione Toscana adesso si è mossa e vuole risposte: la scadenza è 30 giorni. Diffida ufficiale (c’è una delibera di giunta) al presidente Marco Monaco (e ai suoi omologhi dei consorzi Alto Valdarno e Toscana Nord) in cui si intima “di presentare controdeduzioni in merito a ritenuti non motivati, nell’attuazione degli interventi di manutenzione inseriti nel Piano dell’Attività 2017”. Si tratta in sostanza dell’anticamera del commissariamento, misura che scatterebbe nel caso in cui Firenze “non riterrà idonei, e non in grado di superare le osservazioni poste, i chiarimenti richiesti”. Ma per l’ente consortile che gestisce il bacino idraulico della Valdinievole (e del territorio pisano) c’è anche di più. Il presidente toscano Enrico Rossi e l’assessore all’ambiente Federica Fratoni chiedono ulteriori lumi per quanto riguarda “il piano di organizzazione del personale interno, strumento con il quale si stabiliscono assunzioni, ruoli e competenze per la funzionalità del Consorzio stesso (il noto Pov, non ancora approvato dopo un anno e mezzo dall’insediamento dell’assemblea, ndr). E la questione del compenso del direttore (Giovanni Bracci, che ha presentato le sue dimissioni, effettive dal gennaio 2018, ma potrebbe anche riferirsi all’ex direttore Franco Fambrini, come scriviamo nell’articolo accanto, ndr), sulla quale la Regione aveva già chiesto delucidazioni senza aver ricevuto ad oggi risposte ritenute soddisfacenti”.

Sarà un mese di passione. Così il governatore Rossi: «Entro 30 giorni devono risponderci, e se la risposta sarà convincente noi ne prenderemo atto e continueremo a controllare, altrimenti procederemo come da legge mandando il commissario. Sul Consorzio Basso Valdarno abbiamo individuato che manca ancora la pianta organica. Contestiamo come nei casi del Consorzio Toscana nord e Alto Valdarno un ritardo sugli interventi, ma l’ente pisano non ha approvato la pianta organica, non ci ha fatto la relazione semestrale sui lavori effettuati, e ci risulterebbe da una verifica fatta sul sito che il direttore si attribuisce uno stipendio superiore a ciò che fissa la legge, 16. 000 euro in più all’anno».

Aggiunge Rossi: «Sono aumentate le risorse regionali passando da 60 a 100 milioni circa da spendere ogni anno nella manutenzione dei fiumi e dei fossi: noi però dobbiamo rendere conto e controllarli i consorzi». Spumante in ghiaccio (anche se
non è chiaro cosa succederà dopo) per la Valdinievole, territorio che più di altri si è speso per contestare la gestione dell’ente consortile, che da queste parti ci ha messo pure il carico con l’aumento sostanziale (dal 30 al 300%) della tassa di bonifica.

Luca Signorini

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