Quotidiani locali

Terme: la vendita è in ritardo ma è già pronto il piano B

L’assessora regionale Federica Fratoni: pronti a ricorrere ai fondi dell’Invimit. La pubblicazione del bando slitta di un paio di mesi

MONTECATINI. Slittano di un paio di mesi i tempi per la pubblicazione del bando di vendita delle quote di maggioranza delle Terme nel portafoglio della Regione ma, seppure questa resti la strada maestra che il pubblico vuole seguire, ora si scopre che esiste anche un “piano B” che farebbe leva sui fondi d’investimento (e in particolare su Invimit, società di gestione del risparmio del Ministero dell’Economia e delle Finanze).

A fare il punto sul futuro più prossimo dell’azienda più importante del territorio è l’assessore regionale al termalismo Federica Fratoni. «L’approvazione del bilancio 2016 – spiega – è propedeutica alla definizione del bando di vendita delle quote societarie. I tempi previsti dal Documento di economia e finanza regionale si sono allungati a causa di una perizia sui beni immobili della società che sarà consegnata in maniera completa solo nei prossimi giorni. E il bando è un’operazione necessariamente consequenziale alle valutazioni contenute in un bilancio che approveremo comunque entro la fine di questo mese. Contiamo poi di pubblicare il bando di gara entro fine anno: la volontà politica resta questa».

Fratoni conferma quindi l’esistenza di due cordate principali che si sono fatte avanti già nei mesi scorsi con l’intenzione di rilevare il pacchetto di maggioranza delle Terme: il gruppo italo-svizzero (formato dall’imprenditore cinematografico Francis Van Buren e dall’ex amministratore unico delle Terme Giovanni Fiori) e quello anglo-malese (la multinazionale Ytl Corporation, che gestisce anche le Terme di Bath). Ma altre, rimaste finora nell’ombra, sarebbero pronte a partecipare al bando.

Tutti i tasselli del puzzle, quindi, sembrano pian piano (molto piano, per la verità…) andare al loro posto. Ma anche se l’impianto così costruito dovesse saltare, ci sarebbe comunque un’altra via d’uscita. Una strada che Fratoni definisce «molto tecnica, complessa e ancora neanche in discussione». Però c’è. «E’ solo un’ipotesi B – dice ancora l’assessore – che potrebbe essere presa in considerazione qualora dalla gara non emergessero proposte accettabili. Presupposti che vorrei assolutamente scongiurare, ma che dobbiamo comunque tenere in considerazione pur di far restare in piedi la società. Il nostro sforzo è infatti quello di abbattere i debiti e gestire al meglio la situazione finanziaria».

E per questo ecco saltare fuori il nome di “Invimit”, che sul sito istituzionale si definisce come “una società di gestione del risparmio del ministero dell’Economia e delle Finanze che ha a oggetto la prestazione del servizio di gestione collettiva del risparmio realizzata attraverso l’istituzione e la gestione di fondi comuni di investimento immobiliare chiusi, la gestione del patrimonio di fondi comuni di investimento di propria o altrui istituzione e di altri organismi di investimento collettivo, italiani ed esteri».

E più avanti: «Sul piano operativo sono stati, in prima battuta, individuati due principali ambiti tematici di intervento: quello riferito alla rigenerazione del patrimonio scolastico e quello relativo alla riqualificazione energetica e alla ottimizzazione degli utilizzi degli immobili pubblici». E proprio quest’ultima frase sarebbe quella sulla quale far leva per il rilancio delle Terme. In pratica, al fondo interessato sarebbe conferito il patrimonio immobiliare delle Terme, con la società che sarebbe così liquidata.

«Si tratterebbe – spiega Fratoni – di aderire a specifici fondi d’investimento sul termalismo e ci sarebbero degli intermediari interessati a realizzarli attraverso il supporto di Invimit. Ma anche in questo caso, poi, si dovrebbe cercare un terzo soggetto privato per la gestione dell’azienda, che sarebbe individuato attraverso una gara. Senza contare che un fondo potrebbe anche partecipare direttamente al bando in uscita a fine anno». Una gara all’interno della quale saranno inseriti precisi requisiti di garanzia. «Non privatizziamo un’azienda qualsiasi – conclude – ma

un soggetto che ha intorno una intera città. Per questo chiederemo garanzie progettuali, un piano di investimenti sostenibile e di lungo termine, il mantenimento dell’identità termale (con il rilancio dell’idropinica e della fangoterapia) e una particolare attenzione alla cultura dei luoghi».

I COMMENTI DEI LETTORI

TrovaRistorante

a Montecatini Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista