Quotidiani locali

Spinte e gomitate per un posto... in piedi

Pescia, gli studenti raccontano la loro battaglia quotidiana per salire sul mezzo che li riporta a casa. «E tanti non pagano»

PESCIA. L’assalto ha inizio alle 13,15. Tutti i giorni, dall’inizio del nuovo anno scolastico. Una consuetudine con cui, loro malgrado, gli studenti delle scuole superiori di Pescia sono costretti a convivere, dal lunedì al sabato. E così il momento più piacevole della giornata per lo studente medio, quello scandito dalla campanella che segna la fine delle lezioni e, con loro, di compiti in classe e interrogazioni, diventa l’inizio di un’odissea. Lunga ed estenuante. Lo sanno bene, ormai, i ragazzi dai 14 ai 18 anni di età che studiano a Pescia e viaggiano sugli autobus Blubus.

Giacomo
Giacomo


«Io, la mattina, salgo a Chiesina Uzzanese – racconta Giacomo, 18 anni – ma quando il pullman raggiunge la mia fermata è spesso già pieno. Capita, allora, che vada avanti, senza fermarsi, costringendoci a prendere quello successivo. Una situazione surreale, con disagi importanti» .

Michela ed Eleonora in piazza 20...
Michela ed Eleonora in piazza 20 Settembre a Pescia (Foto Nucci)

E all’uscita da scuola, la situazione non migliora. Il quadro che emerge dai racconti dei ragazzi è quello di una “lotta” a chi arriva prima. Una battaglia senza alcun vincitore, a suon di spinte e gomitate, non per accaparrarsi un posto a sedere. No, quello spetta solo a pochi fortunati. Ma almeno la possibilità di salire a bordo del mezzo e raggiungere, il prima possibile, casa. «Viaggiamo stipati come sardine – aggiungono Michela, 15 anni ed Eleonora, 16 – e per noi, ogni giorno, raggiungere la stazione di Montecatini è sempre più un miraggio. Quando l’autobus arriva in piazza Venti Settembre, qui a Pescia, è già carico di studenti. Molti di loro, infatti, salgono o alla stazione ferroviaria oppure sul Ponte Marchi. E, molto spesso, non ci resta altra alternativa che prendere quello delle 14,10».

Sovraffollamento, ritardi e, di conseguenza, perdita di coincidenze sono gli inconvenienti con cui gli studenti sono costretti a confrontarsi ogni giorno. E di questa situazione, purtroppo, ci sono i soliti furbetti che ne approfittano. In molti, infatti, hanno segnalato la mancanza di controlli a bordo dei pullman. Una manna dal cielo, insomma, per chi il biglietto o l’abbonamento, in barba a tutte le regole etiche e non solo, decide di non acquistarlo.

Caterina
Caterina

«Io l’abbonamento lo farei in ogni caso – dice Caterina, 17 anni – ma, guardandomi intorno, non tutti la pensano come me. Visto l’affollamento di gente, i controllori difficilmente salgono a bordo degli autobus. E molti colgono la palla al balzo, non acquistando l’abbonamento o non obliterando il biglietto. Ci sentiamo dire che non ci sono soldi per nuovi pullman o per aumentare le corse; allora ci domandiamo: ma se tutti pagassero quanto dovuto, avremmo qualche possibilità in più di fare un viaggio normale? » . Questa, infatti, la richiesta dei ragazzi. Uscire da scuola tranquilli, senza avere la sensazione di andare in guerra. Per un posto sull’autobus.

Martina Trivigno
 

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