Quotidiani locali

rischio alluvione

Erba e cumuli di terra: il rio Sant’Antonio ora fa davvero paura

Montecatini, i residenti della zona di via Marruota lanciano l’allarme per la mancanza di manutenzione lungo il corso d’acqua

MONTECATINI. La tragedia di Livorno è passata, nelle immagini pubblicate dalla stampa e andate in onda nei vari telegiornali nazionali, come fosse uno schiaffo capace di dare la sveglia alle (peraltro mai sopite) preoccupazioni di tante famiglie della Valdinievole. Vedere quegli scantinati invasi dal fango, quelle case e quelle strade “mangiate” dall’acqua ha dato ancora maggior consapevolezza sulla ineluttabilità delle conseguenze che può portare una natura che si ribella senza preavviso (nel caso livornese, un’allerta meteo di colore arancione). E ora la gente che con l’acqua, la melma, il fango, ci convive (e ci combatte) tutti i giorni da anni, ha paura. Paura che quella rete di canali sotterranei o affioranti – con piante così rigogliose che li rendono più simili a un Rio della Amazzoni in miniatura che a un tranquillo ruscello di periferia – possa un giorno ribellarsi all’incuria accumulata per anni.

Un timore che Marco Biagini, residente in via Giovannozzi (“profonda” zona sud), esplicita facendosi portavoce di tante altre famiglie residenti tra via Marruota e il parcheggio dell’ippodromo Sesana. «Qui – racconta – scorre il rio Sant’Antonio e la mia abitazione si affaccia su una specie di canale ormai saturo di detriti, con vere e proprie isole di terra che hanno ridotto ai minimi termini lo spazio dove l’acqua può scorrere».



Biagini si è rivolto in Comune, dove gli è stato però risposto che la manutenzione e la sicurezza dell’area limitrofa ai torrenti è di competenza del Consorzio di bonifica. «Tecnici e operai di questo organismo – dice ancora Biagini – si fanno vedere una volta l’anno da queste parti. Con un semplice frullino si limitano a tagliare un po’ d’erba e così pensano di aver risolto tutti i problemi». Un’aspirina per curare una grave malattia, quindi. Tanto più che l’erba, secondo quanto racconta Biagini, ricresce velocemente e contribuisce a ostruire il passaggio dell’acqua.

«In passato – dice Biagini – ho provato a fare qualcosa anch’io e addirittura ho dovuto mettere una rete, perché anni fa mio figlio era scivolato dentro l’acqua. Purtroppo la sponda è bassa e tante case si affacciano direttamente sul rio Sant’Antonio. Se il passaggio si intasa definitivamente, da noi si allaga tutto. E dopo i fatti di Livorno siamo ancora più preoccupati».

Infine un appello al Consorzio: «Il fiumiciattolo deve essere tenuto e pulito meglio. Mi dicono che il materiale eventualmente tolto deve poi essere portato in una discarica che però non è ancora stata individuata. Inoltre, sembra che questo trasporto non sia di competenza del Consorzio e si prosegue così con il rimpallo di responsabilità. Non si possono aumentare le tasse e poi non rendere alcun servizio alla popolazione che paga regolarmente. Che si aspetta, che qualcuno ci resti sotto?».

David Meccoli
 

I COMMENTI DEI LETTORI

TrovaRistorante

a Montecatini Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista