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È polemica con le Terme: la Città del Natale si ferma

Montecatini, il presidente Chimenti critica la decisione di affidare la gestione del Tettuccio a Carnesecchi: «Per 10mila euro in più, scelta miope e poco produttiva»

MONTECATINI. La Città del Natale auto-decreta il suo “de profundis” (almeno per l’edizione 2017) e critica le Terme per una visione strategica miope e troppo attaccata a quegli immediati 10 mila euro (in più) che hanno fatto saltare il banco.
Per le prossime feste, quindi, ogni attrazione andrà avanti per conto proprio, senza coordinamento o promozione integrata. Anche perché, specifica il presidente del comitato CdN, Claudio Chimenti, «il nostro è un marchio registrato e non può essere usato da chiunque». «In questi anni – dice Chimenti – la Casa di Babbo Natale ha portato in città una grande opportunità di lavoro in mesi tradizionalmente morti. Va riconosciuto a chi ha iniziato questa avventura di aver avuto un’idea geniale. Detto questo, negli ultimi anni abbiamo assistito a una proliferazione di case o villaggi in tema natalizio in decine di località italiane, tali da vanificare l’unicità che l’idea della famiglia Carnesecchi aveva avuto a Montecatini. Nel Natale 2015 – dice il presidente – alcuni imprenditori insieme all’amministrazione comunale hanno pensato di creare un contenitore che raccogliesse e organizzasse tutte le attività coordinandole allo scopo di creare un unico grande villaggio turistico, la Città del Natale. L’obiettivo era realizzare un insieme omogeneo che rendesse Montecatini unica in Italia, a beneficio delle varie attrazioni, delle strutture ricettive, del commercio e dei servizi di incoming, senza contare l’indotto. Per questo è stato costituito il nostro comitato ma, non avendo mai ottenuto dalla giunta una sorta di certificazione della sua esclusività sull’organizzazione delle iniziative, qualsiasi idea di coordinamento è stata affidata alla condivisione degli obiettivi da parte di tutti i soggetti privati e pubblici».


Qui Chimenti elenca le idee emerse in seno all’organismo: biglietto unico (con sconti fino al 20%), orari uguali per tutti, sfilate, cassa comune per la promozione (erano stati preventivati 90mila euro), pacchetti per gli ospiti in collaborazione con i tour operator locali a tariffe agevolate, vendita degli ingressi alle attrazioni on line sul sito del comitato, cartellonistica con indicazioni delle attrazioni, mappe. «Tutte azioni necessarie – spiega Chimenti – per creare quell’insieme che caratterizza i villaggi turistici, dove il cliente si sente parte di un più grande contenitore. Purtroppo nei due anni di vita della Città del Natale questa ipotesi non si è potuta mai realizzare in quanto la principale attività gestita dalla società rappresentata da Camilla Carnesecchi non ha mai accettato nessuna di queste nostre idee e ciò ha di conseguenza vanificato ogni sforzo in questa direzione».


L’occasione per liberarsi di chi finora aveva avuto in “dote” il Tettuccio durante il Natale è venuta a inizio anno, quando le Terme hanno pubblicato un bando per la gestione (da novembre 2017 a gennaio 2018) di Tettuccio e Tamerici.

«Per noi – dice Chimenti – era il momento giusto per provare a cambiare e abbiamo contattato una società di Roma che aveva già lavorato a Montecatini collaborando con la Carnesecchi. Con loro abbiamo trovato un accordo immediato su tutte le nostre idee. La società ha partecipato al bando, accettando il prezzo richiesto dalle Terme. Abbiamo però poi saputo che la direzione termale aveva affidato a Carnesecchi lo stabilimento Tettuccio, avendo questa offerto 10 mila euro in più. La società di Roma ha immediatamente comunicato alle Terme la sua disponibilità a coprire la differenza in termini di affitto, in più ha offerto una percentuale sugli incassi. Tutto inutile, senza neanche convocare i soggetti che avevano dimostrato interesse è stato affidato il bene termale senza possibilità di rilancio o trattativa. Ci sembra un comportamento quanto meno poco produttivo per le Terme, senza considerare altri aspetti che da un’azienda a partecipazione pubblica ci si possa immaginare». Il consiglio direttivo del comitato all’unanimità ha quindi deciso che per il 2017

la Città del Natale si fermerà. «Siamo convinti – conclude Chimenti – che non ci siano le condizioni per svolgere un’azione incisiva e migliorare l’attrattiva della città. Se viceversa si sentirà la necessità di un coordinamento, il prossimo anno saremo pronti a ripartire».
 

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