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Padule di Fucecchio, il sindaco di Ponte detta la linea a Rossi

Lettera al presidente della Regione sulle priorità degli interventi: interramento, inquinamento, manutenzione

PONTE BUGGIANESE. «I problemi del Padule di Fucecchio non sono quelli dell’Associazione del Centro di ricerca di Castelmartini, anche se la necessità di individuare una nuova veste giuridica della stessa è sempre attuale e stringente, mai seriamente perseguita e certamente non da porre a carico di finanziamenti pubblici, ma semmai sviluppando forme di “messa a reddito” delle risorse disponibili». Così il sindaco di Ponte Buggianese, Pier Luigi Galligani, scrive al presidente della Regione, Enrico Rossi, a seguito delle polemiche di questi ultimi giorni. Partiamo dal fondo della sua lunghissima lettera (in cui nella prima parte ripercorre, tra l’altro, i motivi per cui il Comune di Ponte è uscito dall’associazione). Perché nell’ultima parte Galligani riassume le sue proposte.

«Per quanto attiene la gestione delle aree e delle strutture del Padule – scrive – non può che essere dato corso a quanto contenuto nell’accordo di collaborazione, di cui alla deliberazione n° 519 del 7.4.2015 della Giunta Regionale, sottoscritto dai soggetti istituzionali ivi previsti e la discussione sulle attività e progettualità del Padule non possono che essere affrontati all’apposito “Tavolo di confronto del Sistema delle Riserve Naturali del Padule di Fucecchio e del Lago di Sibolla” istituito con delibera della Giunta Regionale n° 1236 del 5.12.2016. In proposito l’assessore regionale Federica Fratoni ha effettuato opportuno richiamo nel comunicato del 9 agosto».

Poi Galligani seleziona quello che, secondo lui, sono gli impegni che la Regione si deve prendere riguardo alle varie problematiche del Padule.

Interramento. «Necessità di attivare gli interventi di rinaturalizzazione già finanziati, ma che ormai si vedono sfumare anche per quest’anno, nonostante il periodo estivo favorevole e che, a causa di problematiche di ordine burocratico e di mancate assunzioni di responsabilità di chi a ciò preposto, non si registra l’avvio dei lavori».

Inquinamento. «Necessità di dare avvio a quanto previsto dall’accordo di programma sulla depurazione per quanto attiene l’area della Valdinievole, lungamente discusso, specialmente sul territorio di Ponte Buggianese, e che ha trovato un’efficiente e condivisa soluzione operativa».

Discarica. «Superamento e dismissione della discarica del Fossetto di Monsummano Terme (con l’attivazione di quanto previsto nel Piano d’Ambito dell’Ato Toscana Centro), che attualmente occupa l’unica area palustre sul territorio di quel Comune».

E ancora: lotta coordinata all’abbandono dei rifiuti e progetti di intervento sull’area palustre relativi al mantenimento della biodiversità.

Manutenzione. «Revisione e unificazione dei regolamenti provinciali, oggi in capo alla Regione, e definizione del ruolo del nuovo Consorzio di Bonifica Basso Valdarno inerente l’area palustre ed in particolare le aree protette».

Spezzatini. Ma, come detto, la lettera di Galligani in sostanza si apre con una riflessione sulla «ventilata ipotesi avanzata dall’assessore regionale Federica Fratoni di coinvolgere i Comuni che ospitano le aree e le strutture del Padule, che è stata subito identificata come uno “spezzatino” e definita “assurda”, anche se tale ipotesi prevedeva che le istituzioni si potessero associare. L’assurdità è semmai delegittimare i Comuni del Comprensorio del Padule, ed in particolare quelli come Ponte Buggianese che detengono la maggior superficie palustre, o come Larciano, che ha, fra l’altro, contribuito con propri fondi alla costruzione del Centro Visite ed ha operato investimenti per migliorare la fruibilità dell’area. Tutto ciò è offensivo per le istituzioni che rappresentiamo. E questo solo perché è considerata “colpa grave” aver ritirato, nel 2014, l’adesione in qualità di soci dalla Associazione Onlus Centro di ricerca, documentazione e promozione del Padule di Fucecchio. Preciso che nel frattempo erano già usciti la Provincia di Firenze, il Consorzio di Bonifica (all’epoca commissionato), le associazioni dei proprietari di parte pistoiese e fiorentina. Contemporaneamente si ritirò anche il Comune di Lamporecchio a cui seguì Federcaccia Regionale ed altre associazioni, senza considerare che alcune di queste avevano smesso di versare la quota associativa annua di cento euro. Alcuni soggetti istituzionali sono rimasti soci e si sono aggiunti due Comuni che non vantano nemmeno un metro quadro di Padule, anche se sono da considerarsi rappresentativi della Valdinievole, per consistenza numerica della
popolazione e perché sede di strutture termali e ricettive, nonché legate alle vie di comunicazione ferroviaria e autostradali. Ma l’elemento centrale è stato il venir meno del contributo annuo di 50.000 euro (ridotto negli ultimi anni a 40.000) della Provincia di Pistoia».



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