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Morto l’uomo travolto alla rotonda

I familiari del pensionato di Larciano hanno autorizzato l’espianto degli organi

MONTECATINI. Non ce l’ha fatta Pasquale Agresti, è morto nel tardo pomeriggio di sabato 15 luglio nel reparto di rianimazione di Careggi. Troppi e troppo gravi i traumi riportati giovedì 13sera, dopo le 22, quando è stato investito mentre camminava lungo il ciglio della strada in via Gentile, in prossimità della rotonda del Palaterme. E anche la sua età (l’uomo, residente a Larciano, aveva 83 anni) non lo ha certo aiutato a superare la crisi. Ma non ha impedito che il pensionato potesse donare i suoi organi. Così ieri sera, grazie al generoso gesto di disponibilità all’espianto dei suoi familiari, sono partite le procedure per verificare quali organi potranno essere utilizzati per salvare vite.

Ma intanto resta il dolore per un’altra vittima in quel tratto di strada periferico, una sorta di circonvallazione sud per Montecatini. Via Gentile va dalla rotonda del Palaterme a quella dei Caduti nei Lager, e da qui il traffico prosegue o a destra verso il centro, o a diritto verso viaMarruota, oppure in direzione del Gallo. E proprio in prossimità della rotatoria con il monumento ai Caduti, il 20 gennaio dell’anno scorso, ci fu un altro incidente mortale: Giuseppe Cappelli, ciclista di 64 anni residente a Pieve a Nievole, venne prima urtato da un’auto, e poi travolto da una seconda che sopraggiungeva. La strada è piena di buche, la notte è illuminata ma non tantissimo. Ma soprattutto è molto trafficata e non ha strisce pedonali. I residenti chiedono da tempo che vengano adottati correttivi per una maggiore sicurezza. Il tragico incidente che è costato la vita ad Agresti ha comunque una dinamica tutta sua. L’uomo, dopo aver parcheggiato l’auto, si era incamminato a piedi. «Non l’ho visto», ha dichiarato alla polizia la donna di Monsummano alla guida della Clio che l’ha preso

in pieno. Il pensionato è rimbalzato sul parabrezza, infrangendolo, poi è ricaduto sull’asfalto. Vista la gravità delle lesioni è stato deciso il trasferimento al Trauma center di Careggi, con la Misericordia di Pieve. Ma neanche il personale specializzato ha potuto salvarlo. (a.g.)

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