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Beccati in centro 

Vendevano profumi taroccati In due denunciati dalla polizia

I. “Bulgari” scritto come si legge, anziché con la “v” al posto della “u” come imporrebbe l’originale; “Cocu Chanel” al posto di “Coco”; e poi Acqua di “Ciò” o Hugo “Boos”. E così tante altre, con...

I. “Bulgari” scritto come si legge, anziché con la “v” al posto della “u” come imporrebbe l’originale; “Cocu Chanel” al posto di “Coco”; e poi Acqua di “Ciò” o Hugo “Boos”. E così tante altre, con piccole “imperfezioni” seminascoste dal talloncino con il prezzo (finto anche quello). Decine, forse centinaia di costose confezioni di profumi con false griffe sono state vendute in centro, a ridosso delle vie dello shopping, da due trentacinquenni napoletani (già conosciuti dalle forze dell’ordine, seppure mai “beccati” a Montecatini). Gli agenti della volante di turno e una squadra di polizia giudiziaria – in seguito a una segnalazione – li hanno trovati lunedì pomeriggio a bordo di una Renault (il guidatore peraltro era privo di patente di guida), all’interno della quale sono spuntati anche dei borsoni contenenti in totale oltre cento profumi (e almeno altrettanti, secondo la dirigente del commissariato, il vicequestore aggiunto Mara Ferasin, ne erano stati smerciati nel corso della giornata) recanti finte etichette delle più note marche. Nei confronti dei due malfattori è scattata la denuncia all’autorità giudiziaria con le accuse di ricettazione, introduzione sul suolo italiano di prodotti contraffatti e loro successiva detenzione e vendita.

Nei loro confronti, inoltre, è stata avviata la procedura per ottenere il foglio di via obbligatorio, con divieto di ritorno nella città termale. Il guidatore dell’auto, infine, è stato multato in quanto sprovvisto della patente.

Oltre alle false confezioni di profumi, la polizia ha provveduto al sequestro di alcune macchinette prezzatrici, con le quali venivano realizzati i talloncini adesivi che servivano anche a mascherare i nomi contraffatti e a trarre in inganno l’acquirente. I profumi sarebbero stati – sempre secondo il vicequestore aggiunto Ferasin – comprati precedentemente dai due malviventi a Napoli «a un prezzo di favore, magari pochi euro, e poi rivenduti con un costo maggiorato, circa 20-30 euro, ma senza arrivare alla reale cifra con cui si trovano normalmente in commercio gli originali, che costano anche 100 o 150 euro».

I due hanno cercato di difendersi dicendo che avevano acquistato regolarmente i profumi e che li avrebbero rivenduti a dei commercianti, ma non hanno presentato alcuna documentazione
a supporto di questa affermazione (così come non è stato ovviamente mostrato alcuno scontrino di vendita al cliente). In loro possesso gli agenti del commissariato hanno anche trovato diverse banconote da 50 euro, ritenute il provento dell’attività illecita.

David Meccoli

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