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«Ora la giustizia faccia il suo corso»  

Nievole, richiesta di rinvio a giudizio per l'impiegato delle Poste Polizzi. La soddisfazione dei risparmiatori truffati

MONTECATINI. «Ha tradito la nostra fiducia. A livello personale mi ha deluso moltissimo. Ora dico: che la giustizia vada avanti». Sonia Mucci è stata una delle prime a muoversi, nella primavera del 2016, quando è apparso evidente - dal passa parola tra gli abitanti della piccola frazione di Nievole - che gran parte della comunità era stata truffata dei propri risparmi. È consigliera comunale, e nel paese gestisce un negozio di parrucchiera. La conoscono tutti. Come tutti conoscono Francesco Polizzi, detto Franco. Sessantuno anni, ex assessore alla cultura del Comune di Monsummano e una vita lavorativa passata dietro il bancone dell’ufficio postale alle porte del paese. «Ci fidavamo», ripete Sonia.

La notizia della richiesta di rinvio a giudizio da parte della procura nei confronti di Polizzi è accolta con soddisfazione a Nievole. Eppure... quanto pesa scoprire che la cifra rubata è addirittura superiore a quanto sino a pochi mesi fa ipotizzato: quattro milioni di euro, secondo le ricostruzioni della procura sulla base delle denunce e delle indagini di Poste.

E poi i particolari che emergono: «Ah, aveva la moldava?», commenta senza trattenere una nota ironica nella voce Andrea Rastelli, presidente del consiglio comunale, nievolino doc. Sua madre è tra i truffati.
Ebbene sì, la procura ha chiesto il rinvio a giudizio per il reato di riciclaggio nei confronti di una giovane amica del Polizzi, Oxana Tarasiuc, moldava oggi 35enne, sul cui conto corrente postale – sostiene la procura – l’uomo, nel 2008, aveva fatto confluire poco meno di 200 mila euro, serviti poi ad acquistare una casa a Torre del Lago.

Peculato, truffa, sostituzione di persona, falsità materiale commessa da pubblico ufficiale e riciclaggio sono i reati contestati dal pubblico ministero Linda Gambassi a Franco Polizzi. Gli accertamenti su conti e libretti dei clienti parlano di 71 vittime, di 42 nuclei familiari derubati. Di suo, Polizzi non avrebbe più niente. Tutti i risparmi sarebbero stati dilapidati, in un arco di tempo che va dal 2002 al 2016, tanto che ora - secondo le informazioni in possesso agli inquirenti - si arrangerebbe facendo il badante a un anziano nel Nord Italia. «Anche se qui - commenta Sonia Mucci - dicono di vederlo ogni tanto. Un paio di settimane fa sarebbe stato a Margine Coperta, dove abita».

Alcuni risparmiatori davanti...
Alcuni risparmiatori davanti all'ufficio postale di Nievole (foto Nucci)


«Da una parte - prosegue - mi dispiace, perché era amico di tutti. Chi lavora nella pubblica amministrazione deve rendere conto di quello che fa. A livello personale, sia io che molte altre persone, siamo enormemente. Si è approfittato di persone che hanno disabili in casa e avevano depositato risparmi destinati ai loro figli. Non si può. Ringrazio la giustizia, e dico: vada avanti. Ringrazio il sindaco Giuseppe Bellandi, che sin dall’inizio si è mosso per aprire un tavolo di confronto con Poste e farci riavere i nostri risparmi».
Già, i risparmi. A che punto siamo coi risarcimenti? «Quasi tutte le famiglie sono state risarcite, Poste ha mantenuto la promessa - dice Andrea Rastelli - Sono rimasti aperti pochi casi, situazioni più complicate, nelle quali serve più tempo per rintracciare i movimenti».
Sulla richiesta di rinvio a giudizio Rastelli è chiaro: «Se l’iter giudiziario ha portato a questo è giusto che Polizzi vada a processo. È stata una truffa enorme, che ha sconvolto il paese. E allo stesso tempo ci ha compattato come comunità. Insieme al sindaco ci siamo mossi tutti insieme per cercare di riavere il maltolto».



 

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