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Tra sporcizia e rifiuti, nascondeva nella stanza chiusa il cadavere della madre

Pescia: lo teneva da 10 anni avvolto in sacchi e coperte per continuare a riscuotere la pensione. Due vicini hanno chiamato i carabinieri dopo che la donna li aveva fatti entrare per far ripartire la caldaia guasta. La stanza chiusa e il cattivo odore hanno destato sospetti

PESCIA. Un odore nauseabondo. Come di pesce avariato, messo a bollire sul fornello della cucina. Una cucina che però in quell’appartamento senza neppure la luce elettrica non funzionava da tempo. E poi le decine di bombolette di deodorante spray accuratamente disposte sul mobiletto dell’ingresso, unica isola di ordine in un caotico mare di ciarpame, vestiti e immondizia. Roba, insomma, da far venire dei dubbi ai due vicini di casa. Tanti. Soprattutto per quella porta perennemente chiusa a doppia mandata. Che poteva celare ben altro che una comune camera da letto.

Un sospetto condiviso all’indomani con i poliziotti del commissariato. Che, forzata la serratura, ci hanno trovato il sepolcro di una donna morta da anni, forse una decina. Lasciata lì dalla figlia, che per tutto questo tempo ha continuato a riscuoterne la pensione. E che per questo è stata denunciata a piede libero per occultamento di cadavere e truffa ai danni dello Stato. In attesa dell’esito dell’autopsia disposta per oggi dalla procura di Pistoia, che oltre a dover stabilire l’approssimativa data del decesso dovrà accertare se sia stato o meno per cause naturali.

Nasconde per anni il cadavere della mamma, i vicini: "Ecco perché ci siamo insospettiti" Nel video di Paolo Nucci la testimonianza di Stefania Petrone e Raffaele Maglione, i vicini di casa che hanno segnalato alla Polizia la situazione di incuria dell’appartamento di Pescia dove poi è stato trovato il cadavere della donna morta da anni - L'ARTICOLO

Teatro della macabra scopetta, giovedì 20 aprile attorno alle 11,30, l’appartamento numero 22 al secondo piano di un condominio di Pescia, il “Condominio Paradiso” ironia della sorte. Al 73/a di viale Marconi. Il cadavere trovato avvolto in sacchi della spazzatura e coperte, e nascosto sotto a dei materassi e dietro a dei mobili, è quello di Marina Bruni, che oggi avrebbe avuto novant’anni e che in quella casa era arrivata attorno al 2004, assieme al marito, morto un paio di anni dopo. E alla figlia. Che a chiunque le chiedeva dove fosse la madre rispondeva: «In un ospizio a Lido di Camaiore». Credibile, nonostante la vistosa eccentricità di una donna conosciuta almeno di vista dall’intero paese per il succinto – a dir poco – abbigliamento con cui era solita andare in giro. Fino a ieri, giovedì 20 aprile.

Adesso Cinzia Del Tredici, 51 anni il prossimo primo maggio, è ricoverata in osservazione all’ospedale di Pescia. Al momento giudicata non in grado di prendersi cura di se stessa, i medici ne valuteranno le condizioni fisiche e anche mentali. Il suo appartamento è sotto sequestro. I poliziotti del commissariato di Pescia, diretti dal vicequestore Raffaella Papaccioli, e i colleghi della Scientifica hanno già eseguito tutti i rilievi del caso. Ma non si sa mai.

La salma di Marina Bruni viene...
La salma di Marina Bruni viene portata via

Ad avvertire la polizia che qualcosa in quella casa non andava, sono stati due vicini a cui la donna ha chiesto una mano per la caldaia andata in blocco: aveva freddo e non riusciva a farla ripartire. E che così, martedì sera, hanno potuto mettere piede laddove nessuno veniva mai fatto entrare. «Ho fatto ripartire l’acqua calda – racconta la giovane vicina Stefania Petrone – e per il riscaldamento ho chiamato Raffaele, che abita di sopra. E lui ha cominciato a spurgare i termosifoni».

Raffaele Maglione e Stefania Petrone,...
Raffaele Maglione e Stefania Petrone, i due vicini che hanno dato l'allarme ai carabinieri

«Ma in quella camera da letto – aggiunge Raffaele Maglione – non ha voluto farci entrare. E questo ci ha insospettito ancora di più». «Diceva che era perché lì c’era sudicio – riprende Stefania – Ma come? In tutte le altre stanze c’era una situazione insostenibile: vestiti ammucchiati in carrelli della spesa, sacchi, un centinaio di scarpe. “È sudicio dappertutto” le abbiamo detto. “Facci entrare”. Ma ha cominciato ad agitarsi è abbiamo rinunciato. E ieri mattina sono andata alla polizia per segnalare questa situazione sospetta: quel puzzo, quella cinquantina di grosse bombolette di deodorante... Un po’ scherzando un po’ no, quando siamo usciti di là io e Raffaele ce lo siamo detti che forse là dentro c’era un morto...».

Un sospetto che si è insinuato subito anche nella testa dei poliziotti del commissariato. D’altra parte i vicini di casa avevano detto che Marina Bruni non la vedeva più nessuno da una decina di anni... E loro hanno controllato: l’anziana donna non risultava ospite in alcuna casa di riposo, né a Lido di Camaiore né altrove. Così, ieri mattina, hanno bussato all’appartamento 22 del “Condominio Paradiso” e dai vigili del fuoco si sono fatti aprire la porta di quella camera da letto trasformata in sepolcro da una figlia per 1.376 euro di pensione al mese. Dal 18 novembre 2007, avrebbe ammesso la donna con i poliziotti: sarà il medico legale a doverlo confermare.

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