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Consorzio, in 260 chiedono il commissario

Montecatini, dalla Valdinievole partita anche la richiesta di convocare un’assemblea straordinaria. Ora la palla passa alla Regione

MONTECATINI.  La doppia mossa dei Consorziati Valdinievole si è concretizzata mercoledì sera. Sono partite sia la lettera per richiedere un’assemblea straordinaria al Consorzio di bonifica 4 Basso Valdarno, che la petizione per il commissariamento dell’ente con relative dimissioni dei suoi vertici. In allegato 260 firme di contribuenti della Valdinievole (raccolte nel giro di quindici giorni), che si sono visti arrivare bollette in diversi casi raddoppiate per le civili abitazioni.

La battaglia per l’equità della tassa di bonifica trova ancora più forza dopo le novità uscite dalla seduta di una settimana fa nella sede pisana del Consorzio: dal rinvio del Piano di organizzazione variabile (che prevedeva nuove assunzioni e promozioni di personale) alla nota spedita alla Regione Toscana dal presidente dell’ente consortile, Marco Monaco, che dava la sua disponibilità ad avviare le procedure di revisione del Piano di classifica, su cui l’imposta è calcolata. «Ora la palla passa alla Regione per il commissariamento e ai sindaci del pisano che compongono l’assemblea votare a favore delle nostre richieste — dice il presidente dei Consorziati, Gino Biondi — comunque, come ultima chance, rimane l’arma del ricorso collettivo in Commissione tributaria, ma mi auguro prevalga la ragione».

Nella lettera il comitato indica cinque punti all’ordine del giorno da discutere nell’assemblea straordinaria: la revisione del Piano di classifica, l’adozione delle aliquote 2015 in attesa dell’entrata in vigore del Piano di classifica revisionato e conguaglio del ruolo 2016 negli anni successivi, l’adozione delle linee guida regionali sul contenimento dei costi di gestione, le dimissioni del direttore generale (Giovanni Bracci) e del presidente.

La petizione inviata al presidente toscano Enrico Rossi e all’assessore all’ambiente Federica Fratoni è più o meno sulla stessa linea. L’oggetto è tranchant: il commissariamento del Consorzio. Tra le motivazioni gli “aumenti significativi” della tassa di bonifica, il “notevole ritardo nell’esecuzione dei lavori di manutenzione all’interno del bacino della Valdinievole”, il clima di “profonda e

prolungata incertezza che ha dato origine a uno stato di inoperosità” e anche “la recente lettera/denuncia di imprese che operano regolarmente con il Consorzio e che hanno evidenziato anomalie gestionali e di programmazione”. Questione quantomai spinosa, ora tocca a Firenze battere un colpo.

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