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Si nascondeva a Massa e Cozzile boss ergastolano latitante - Video

Catturato in un appartamento dagli agenti delle questure di Catania e Pistoia. L'uomo non ha opposto resistenza all'irruzione degli agenti. Le tappe di una lunghissima vicenda criminale
* Il commento del questore: vengono qui per investire

Massa e Cozzile: il momento dell'arresto del boss Il latitante Concetto Bonaccorsi di 56 anni, soprannominato "'u carateddu", ritenuto il capo dell'omonima cosca di Catania, è stato arrestato dalla polizia nell'appartamento di una villa di Massa e Cozzile in provincia di Pistoia. Ecco il momento dell'arresto

MONTECATINI. Il latitante Concetto Bonaccorsi di 56 anni, soprannominato "'u carateddu", ritenuto il capo dell'omonima cosca di Catania, è stato arrestato giovedì 13 aprile dalla polizia in un appartamento di Massa e Cozzile in provincia di Pistoia. I poliziotti lo tenevano d'occhio da tempo e hanno fatto irruzione dopo averlo visto sul balcone di casa, intento a preparare un barbecue.

Indicata dalla freccia, l'abitazione...
Indicata dalla freccia, l'abitazione di via Deledda dove viveva il latitante

Era irreperibile dal settembre 2016: recluso presso il penitenziario di Secondigliano (Napoli), dopo avere beneficiato di un permesso premio di 3 giorni, non vi faceva rientro. In carcere vi era finito dopo l'ordine di esecuzione emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di Milano dovendo espiare la pena dell'ergastolo per il reato di omicidio aggravato, associazione per delinquere di stampo mafioso ed associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti.

Concetto Bonaccorsi, insieme al fratello Ignazio, 60 anni, detenuto, è lo storico capo bastone dell'omonima famiglia, chiamata "Carateddi", dell'organizzazione Cappello - Bonaccorsi, e vanta un curriculum criminale di assoluto valore, annoverando pregiudizi penali per associazione per delinquere di stampo mafioso, omicidi, distruzione di cadavere, reati in materia di stupefacenti ed armi, reati contro il patrimonio (rapine) ed altro.

Mafia, arrestato "U carateddu" boss ergastolano latitante Si è conclusa la latitanza del boss Concetto Bonaccorsi. Noto come "'U carateddu", 56 anni, era ricercato dal settembre 2016 quando non rientro' nel carcere di Secondigliano (Napoli) dopo un permesso premio di 3 giorni. Condannato all'ergastolo per omicidio, associazione mafiosa e traffico di stupefacente e' lo storico capo dell'omonima 'famiglia' del clan Cappello-Bonaccorsi. Una serie di indagini della Squadra Mobile di Catania hanno consentito di rintracciarlo in una villa di Massa e Cozzile dove e' stato arrestato in collaborazione con la polizia di Stato di Pistoia

Le indagini della polizia, subito messasi sulle tracce del latitante dopo il mancato rientro in carcere, già da alcuni mesi si erano concentrate su Montecatini. Per questo una decina di giorni fa personale della Squadra Mobile di Catania, si era trasferito in Valdinievole per proseguire le ricerche direttamente sul campo, con l'indispensabile appoggio dei colleghi di Pistoia. E proprio queste indagini hanno consentito, alla fine, di concentrare l'attenzione della polizia su un gruppo di casa in via Grazia Deledda a Massa e Cozzile - Traversagna.

La svolta nel pomeriggio di giovedì 13 aprile. I poliziotti, durante un servizio di osservazione, notavano una donna - corrispondente alla fattezze fisiche della moglie di Bonaccorsi - affacciarsi al balcone di un appartamento al primo piano di una palazzina in via Deledda. Trascorsa un’ora circa, i poliziotti scorgevano sul medesimo balcone la presenza di un uomo che si apprestava a preparare un barbecue. Avuta la certezza che quell’uomo fosse il latitante, gli uomini della polizia circondavano l’immobile per impedire ogni possibile fuga, e poi facevano irruzione nell'abitazione. Ma Bonaccorsi, trovato in compagnia della moglie, non ha opposto alcuna resistenza.

All’interno dell’abitazione sono state rinvenute e sequestrate una carta d’identità ed una patente di guida intestate ad un catanese abitante nel rione di San Berillo Nuovo. Il latitante è stato condotto alla questura di Pistoia per i controlli del caso, quindi ha varcato la soglia del carcere di Prato.

La storia criminale di Concetto Bonaccorsi è lunghissima. Il primo capitolo porta la data dell'11 luglio 1991, quando venne arrestato, da latitante, presso il municipio di Valverde (Catania) dove si era recato per contrarre matrimonio. Era ricercato perchè il 21 febbraio dello stesso anno aveva assassinato nel torinese due ladri d'auto colpevoli di avergli rubato qualche giorno prima una Fiat Uno turbo. I cadaveri dei due giovani vennero trovati in una discarica di Robassomero (Torino) con ferite d’arma da fuoco alla testa.

Nel febbraio 1993, nell’ambito dell’operazione “Pegaso”, riuscì a sottrarsi al provvedimento restrittivo, emesso dal Gip del Tribunale di Catania, nei confronti di 79 persone ritenute responsabili di associazione per delinquere di stampo mafioso - clan Cursoti - omicidi, estorsioni ed altri reati, rendendosi latitante.

Il 21 aprile 1993, venne arrestato in flagranza di reato per l’omicidio di Marco De Zorzi Marco commesso a Cassolnovo (Pavia). La vittima venne assassinata dentro un ascensore e Bonaccorsi, all’epoca latitante, rimasto bloccato all’interno venne arrestato. Il 19 gennaio 1995 con sentenza della Corte di Assise di Appello di Milano, per quel delitto, Bonaccorsi venne condannato alla pena di 23 anni e 9 mesi di reclusione.

Nel maggio del 1996, nell’ambito dell’operazione “Cuspide” venne raggiunto da un'ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Catania a carico di 56 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso, omicidio ed altri reati. Il 22 febbraio1997 venne condannato dalla Corte di Assise d’Appello di Catania alla pena di 8 anni di reclusione perché ritenuto colpevole dei reato di associazione per delinquere di stampo mafioso. Il 18 febbraio del 2000, con sentenza della Corte di Assise d’Appello di Catania, venne condannato alla pena dell’ergastolo per i reati di omicidio e detenzione e porto illegale di armi da fuoco. L'anno successivo, la Corte di Assise d’Appello di Milano, lo condannò alla pena di 30 anni di reclusione per omicidio in concorso, commesso a Milano il 18 dicembre 1990.

Infine, il 23 ottobre 2009, Bonaccorsi è stato arrestato dalla Squadra Mobile, di Catania nell’ambito dell’operazione “Revenge”, diretta contro 49 appartenenti all’organizzazione Cappello - Bonaccorsi, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei delitti di associazione per delinquere di stampo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico e spaccio di stupefacenti, estorsioni ed altro.     

 

 

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