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Giovani migranti al lavoro per ripulire le scuole a Pieve

Ha preso il via il progetto firmato dal Comune e dalla cooperativa “Gli Altri” Attualmente sono 24 i richiedenti asilo ospitati in varie strutture del paese

PIEVE A NIEVOLE. Hanno iniziato dall'asilo nido comunale di via Umbria, proseguiranno nelle altre scuole del paese. Non è che il loro impegno sia così trascendentale, un giorno a settimana a gruppetti di 2-3, ma almeno a Pieve i migranti restituiranno qualcosa alla comunità che li ospita, a differenza di altri territori che hanno annunciato, ma non mantenuto, varie convenzioni per lavori di pubblica utilità.

Il progetto firmato dal Comune e dalla cooperativa Gli Altri, che gestisce l'accoglienza dei giovani rifugiati, è partito in questi giorni e diventerà strutturale dalla fine del mese di marzo, per un'iniziativa che avrà durata sperimentale di un anno, poi si vedrà in seguito la sua bontà e se replicarla. «Siamo partiti in sordina ma abbiamo l'intenzione di allargarci nelle prossime settimane - dice l'assessore al sociale Rossella Pinochi - l'amministrazione fornirà le attrezzature necessarie mentre un operatore della cooperativa sorveglierà i ragazzi quando saranno impegnati nelle varie mansioni assegnate. Lavoreranno soprattutto durante le mattinate, quando le scuole sono aperte, per questo non possiamo impiegarli contemporaneamente in un gran numero: faranno dei turni, sarà la coop a decidere chi destinare per questa o quella occupazione».

In paese i richiedenti asilo sono 24: 16 alloggiati in due centri di prima accoglienza, altri 6 inseriti nel progetto Sprar, il Sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati finanziato con fondi statali. Di lavoro, come volontari, ce n'è comunque per tutti: già da martedì 14 marzo, due giovani con scope, ramazze e sacchi neri, si stanno occupando di ripulire da fogliame e sporcizia il giardino dell'asilo nido. Più avanti daranno anche una ritoccata con pennello e vernice ai giochi e alle attrezzature presenti nell'area esterna della struttura. Piccole opere di manutenzione che danno il senso al progetto: inclusione sociale, inserimento socio-lavorativo nelle nostre città. In un anno avranno tempo per dedicarsi alla cura e al decoro di tutte le scuole dell'istituto comprensivo Galilei di Pieve, che in totale sono sei tra materne, elementari e media. «Per ora si occuperanno degli edifici scolastici, ma il nostro auspicio per il futuro è anche un altro

- continua l'assessore - cercheremo di ampliare l'impegno dei migranti sul nostro territorio in stretta collaborazione tra il Comune e le locali associazioni Onlus, che potrebbero accogliere questi ragazzi sempre come volontari per svariate esigenze e attività che si renderanno necessarie».

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