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Chiesina più sicura: ecco le tredici proposte del Comitato

Dal “foglio di via” da parte del sindaco, al controllo del vicinato, alle telecamere Le proposte rese note durante l’assemblea al centro civico “Il Fiore”

CHIESINA UZZANESE. Tredici proposte per migliorare la sicurezza e la vivibilità del territorio. Sono state presentate dal costituendo comitato cittadino "Chiesina c'è", che è uscito dalla virtualità di internet e ha incontrato cittadini e associazioni, la sera di giovedì 16 marzo, in un'assemblea pubblica che si è svolta al centro civico "Il Fiore". Presenti forze politiche, sia dentro che fuori dal consiglio comunale, sia di maggioranza che di opposizione. Presenti i rappresentanti dei gruppi "Buggiano c'è" e "Pescia c'è", nati con le stesse modalità e perseguendo i medesimi fini di Chiesina. Presenti numerosi cittadini, alcuni dei quali hanno illustrato delle proposte. Grande assente, invece, il sindaco Marco Borgioli, che era stato invitato.

«Noi abbiamo voluto dare un segno - ha spiegato il tesoriere Bruno Magrini - e come già detto in altre circostanze, la nostra è un'azione civile, non vogliamo entrare in competizione con nessuna forza politica. Anche se qualcuno continua a chiedersi chi c'è dietro di noi, non c'è nessuno, se non un piccolo gruppo di volenterosi che hanno a cuore il proprio terriorio».

L'obiettivo del comitato è quello di tornare a far sentire i cittadini sicuri e ricreare quelle condizioni di "comunità" che già da qualche anno non esistono più. Come? Attraverso una serie di progetti, da sottoporre al vaglio dell'amministrazione, che tengano conto dei bisogni della cittadinanza. «Si tratta di azioni semplici - ha spiegato la presidente Cristina Pagni - ma per alcune delle quali abbiamo necessariamente bisogno della collaborazione delle istituzioni».

Ecco le tredici proposte elaborate dal comitato: il controllo del vicinato, con la suddivisione del territorio in quartieri, ognuno dei quali con un referente; la possibilità, al momento della chiamata alle forze dell'ordine, di avere un'idea precisa sulla tempistica d'arrivo così da contribuire a dare una percezione di maggior sicurezza a chi fa partire la richiesta d'aiuto; un tutor che affianchi tutte le vittime che hanno subito un reato (soprattutto le persone anziane) e le supporti nella denuncia; una distribuzione più capillare di telecamere sul territorio; incontri periodici tra cittadini e forze dell'ordine; corsi di difesa personale da avviare nelle varie strutture comunali; il Comune dovrebbe garantire uno psicologo alle vittime di aggressioni o altre lesioni in collaborazione con le strutture sanitarie; le istituzioni dovrebbero avere la responsabilità di informare i cittadini di eventuali nuovi residenti, programmandone l'accoglienza; un patentino gratuito per il "porta a porta" per non rischiare di trovarsi di fronte a malintenzionati; una maggiore sensibilizzazione dei cittadini nei confronti dell'inquinamento, a partire da una migliore raccolta dei rifiuti urbani, così come occorre una maggiore attenzione al degrado urbano, soprattutto per ciò che riguarda strade, marciapiedi, aiuole, parchi e segnaletica; ricreare la vita sociale all'interno del paese a partire dalla creazione di spazi di aggregazione per anziani e bambini.

Infine, il punto più controverso: il sindaco ha la possibilità (riconosciuta dalla legge) di adottare provvedimenti volti prevenire gravi pericoli che minacciano l'incolumità pubblica e la sicurezza urbana: il "foglio di via".

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