Quotidiani locali

Bullismo nello sport, istruzioni per evitarlo

Al Palaterme di Montecatini 500 studenti e le tifoserie di Empoli e Fiorentina. La testimonianza della vedova Raciti

MONTECATINI. «Credo nel valore della testimonianza come messaggio di speranza». Lo ha detto con lo sguardo fiero e la voce ferma, solo talvolta rotta dalla commozione, Marisa Grasso, vedova Raciti, durante il suo lungo intervento. Lei, il trait d'union del convegno "Sport e bullismo. Educare alla legalità", organizzato al Palaterme dall'associazione nazionale Polizia di Stato con la collaborazione del Minibasket Montecatini, ha parlato di fronte agli oltre 500 studenti delle scuole medie inferiori e superiori della Valdinievole. Per condannare ogni forma di violenza, in tutte le sue forme.

Era il 2 febbraio 2007 quando suo marito, l'ispettore Filippo Raciti, fu colpito a morte, a Catania, durante gli scontri tra la tifoseria della squadra di casa e quella del Palermo. «Per sei lunghi anni - ha detto - sono andata in Tribunale. A chiedere giustizia per l'uomo che ha indossato la divisa fino alla morte. Per i miei figli, Fabiana ed Alessio». Un lungo, sentito applauso, seguito da una standing ovation, ha accompagnato la vedova al suo posto, accanto agli altri relatori. Diversi, infatti, gli interventi - dopo i saluti del sindaco Giuseppe Bellandi, del prefetto di Pistoia, Angelo Ciuni e del questore Salvatore La Porta - che si sono susseguiti nel corso dei lavori. Mara Ferasin, vice questore aggiunto di Montecatini, ha parlato del fenomeno del bullismo e degli aspetti che, di solito, lo caratterizzano: intenzionalità e reiterazione, sottolinenando l'importanza, per le vittime, di parlarne con gli adulti. Francesco Tagliente, ex questore di Firenze, ha trattato il tema, invece, del tifo violento. «Le istituzioni - ha detto - devono ricercare il dialogo e, ovviamente, occorrono, per le forze dell'ordine, strumenti giuridici da adottare nell'immediato per contrastare i responsabili delle azioni violente. Le tifoserie buone, però, esistono. E quelle qui presenti, di Empoli e Fiorentina, ne sono una dimostrazione».

La criminologa Silvia Calzolari ha inoltre spiegato le analogie tra il bullismo ed il tifo violento, da ricercare nell'età adolescenziale, spesso comune ad entrambi i fenomeni, ed anche in una forma di comunicazione distorta. Mentre il vicesindaco Ennio Rucco ha parlato delle azioni attuate dal Comune per scoraggiare il bullismo tra i più giovani. In una condanna unanime, insomma, della violenza, a vantaggio della legalità e del rispetto.

Martina Trivigno

TrovaRistorante

a Montecatini Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NUOVE OPPORTUNITA' PER CHI AMA SCRIVERE

Servizi, una redazione a disposizione dell'autore