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Sevizia il cagnolino della ex e pubblica tutto su Facebook

Un fermo-immagine del cagnolino tratta dal filmato pubblicato su Facebook (abbiamo deciso di non pubblicare altre immagini per la loro crudezza)

Il terribile filmato di un giovane di Pescia ha provocato una raccolta di firme on-line da inviare alla Procura: 3.000 adesioni in poche ore. Interessati del caso anche i carabinieri

PESCIA. Se la prende con un povero cagnolino. Debole, indifeso, inerme. Pare per una ripicca nei confronti della sua ex. Giustificazione assurda. Tre minuti scarsi di odio. Un video inchioda l'animale, che nel caso specifico ha le fattezze di un essere umano. Che di umano ha davvero poco o nulla. La bestiolina è acquattata rasente il muro. Orecchi bassi, occhi che strillano aiuto. L'uomo, un giovane residente a Pescia, posiziona la videocamera e si avvicina. Afferra il segugio per la coda, lo sbatte uno, due, tre volte contro la parete. Sevizie atroci, crude, tremende. Ma il peggio viene dopo. Il cane è impietrito, non si muove. Il farabutto pensa di giocare e infierisce, sevizia il povero pincher. Scene orrende, che non si possono descrivere. Immagini che lasciano attoniti. La vittima a quattro zampe non guaisce neppure, ha perso la voce. Il suo aguzzino la sferza anche con schiaffi, pugni.

Il cagnolino oggi non c'è più. Il video risale a circa un anno fa, ma solo dalla notte di lunedì 24 ottobre ha iniziato a girare in rete. E a sollevare indignazione, rabbia, dolore. Il suo contenuto, ora rimosso dai principali social network proprio per la sua brutalità, è a disposizione dei carabinieri: prova schiacciante di maltrattamento di animali, reato penale che prevede la reclusione da tre a diciotto mesi o una multa da 5.000 a 30.000 euro.

Liv Toscana, Leal Arezzo e Fae Italia Polo Giuridico, associazioni di animalisti, presenteranno denuncia al tribunale di Pistoia. Un Comitato cittadino è in fase di costituzione per lo stesso scopo. E una petizione è stata lanciata su change.org nella mattinata di martedì 25 ottobre: in circa 3 ore ha raggiunto quasi 3.000 firme. Si legge: “Non può essere in libertà un "uomo" che sevizia un essere indifeso per ragioni amorose. Le persone come lui devono pagare ed essere condannate. Firmate questa petizione numerosi, perché questa persona paghi per ciò che ha fatto e tutto quello che potrà fare in futuro ad altri animali, compresi quelli che custodisce in casa sua. Potrebbe essere socialmente pericoloso anche per le persone”. A Pescia si sta cercando anche di organizzare una fiaccolata, per chiedere che venga fatta giustizia.