Menu

È ufficiale, lo Sporting Montecatini dice addio al campionato di basket

L’annuncio in conferenza stampa di Andrea Niccolai: «Inviare quella mail è stata la decisione più difficile della mia vita». Smentita l’ipotesi di una fusione con Monsummano

MONTECATINI. «Inviare quella email è stata la decisione più difficile della mia vita».

Alla fine la rinuncia al campionato di serie B da parte dello Sporting Club è passata da un messaggio spedito alle 10,30 a una casella di posta elettronica della federazione. Pochi byte che sanciscono la fine di un tentativo cominciato quattro anni fa , che lo stesso protagonista ripercorre da capo: «Credo che il grande trauma vissuto da questa città – sono le parole con cui Andrea Niccolai, direttore tecnico e cuore della società, apre l’incontro con la stampa – sia stato la chiusura del 2000, quella che tolse la serie A. Poi è successo di nuovo, nel 2010, dopo il progetto di RB, che aveva riportato qui la pallacanestro di vertice. Finita quella c’è stato qualcosa di diverso: la ribellione di un pazzo visionario innamorato di questo sport che ha provato a riempire il vuoto rilevando un titolo di C1, pur sapendo che non sarebbe stata una pallacanestro di vertice, ma per amatori». Poi si passa alla decisione di oggi: «Dopo quattro anni di risultati tecnici ottimi in relazione alla categoria, con una promozione e due qualificazioni ai playoff, questo mio sogno rossoblù si chiude di fronte a una crisi economica profonda del nostro territorio. È impossibile andare avanti perché il budget necessario per il prossimo campionato non è coperto nemmeno per il 20%. Fino all’ultima notte abbiamo cercato di sperare, di creare contatti, ma non me la sono sentita di ripartire al buio per un volo che sarebbe stato cieco». Niccolai sottolinea un altro aspetto: «Le problematiche riguardano la mancanza di risorse per il futuro, non i debiti, perché ad oggi non ci sono grandi pendenze che ci riguardano, considerando che vantiamo crediti di rilievo nei confronti di federazione e di sponsor».

Riguardo alla corsa contro il tempo degli ultimi giorni, Niccolai vuole ringraziare il sindaco Giuseppe Bellandi: «Ci è stato molto vicino, aiutandoci nella ricerca delle risorse, ma è chiaro che le risposte non sono state positive, altrimenti non saremmo qui. Devo dire che l’interessamento generale, anche in queste ultime settimane, è stato tiepido, non c’è stata una mobilitazione, insomma». Ripensando al passato, l’ex guardia della nazionale prova a fare un bilancio, difficile in giorni così convulsi: «È naturale che in questo momento c’è amarezza e ci si fanno delle domande. Ho ricevuto delle critiche? Le ho sempre messe in conto: chi lavora sbaglia, e io posso dire di aver lavorato tantissimo, direi una quindicina di ore al giorno senza compenso e con un impegno economico che alla fine di questo quadriennio è pesante. Forse l’insegnamento è che per mandare avanti una società devi svegliarti ogni giorno e metterti in cerca di soldi, dalla mattina alla sera. Io ho speso tantissime ore in palestra e ho anche cercato sponsor e sostegno, ma evidentemente non è bastato. Ho raccolto anche soddisfazioni, soprattutto dagli addetti ai lavori che hanno riconosciuto la bontà del lavoro fatto con i giovani».

Tutto finito, ora? «No, il mio impegno rimane nel settore giovanile, e abbiamo la possibilità di disputare la serie D, che anche l’anno scorso abbiamo fatto come A.S. Rossoblù». Due parole sull’ipotesi di unione con Monsummano che era stata paventata: «Abbiamo parlato di una possibile collaborazione, non di una fusione, che non è prevista dai regolamenti. Voleva dire che avremmo unito le forze e iscritto una squadra alla serie B, facendola giocare a Montecatini. Comprensibilmente, dopo aver meritato la promozione in B, hanno preferito continuare a giocare nel loro palazzetto e nella loro città».

Uscendo dalla sala stampa, le luci del Palaterme sono spente. Sulla faccia di Andrea si legge la stanchezza di chi è invecchiato cinque anni in cinque settimane. Eppure in campo ci sono tre ragazzi che provano a mirare il canestro anche in quel buio quasi totale. Alla

fine, anche in una giornata come questa, è il segno che la palla continua a rimbalzare, e che lo sport più bello di tutti è ancora vivo nelle speranze di chi crede di poter fare canestro anche con le luci spente. E infatti a un certo punto si sente il rumore della retina, e il pallone entra.

I COMMENTI DEI LETTORI

TrovaRistorante

a Montecatini Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro