Nel servizio su Italia Uno si difende: «Tutto regolare, i giudici mi danno ragione». Su Facebook nasce un gruppo per fermarlo

Sundas braccato sotto casa dalle "Iene"

Il manager accusato di nascondere alle ispiranti modelle l'iscrizione a pagamento al suo sito

    di Pietro Barghigiani  MONTECATINI. Alessio Sundas fa infuriare decine di aspiranti modelle. Dunque, esiste ancora. Il controverso manager della moda, al quale su Facebook hanno dedicato un gruppo che si prefigge di fermarne le azioni, è finito di nuovo sotto una pioggia di accuse e, in un gioco di sponda mediatico, al centro della ribalta nazionale.  L'ultima tappa di una carriera costellata di denunce, condanne e polemiche è stata raccontata mercoledì sera dal programma "Le Iene" su Italia Uno. Nato a Marliana, 40 anni, per un lungo periodo residente a Montecatini, dove nel condominio in via Paganini 45 compare ancora il suo nome sul citofono, Sundas nel servizio viene accusato di raggirare le ragazze che mettono le foto sul suo sito www.umbrellagirls.it, ragazze discinte che coprono dal sole con un ombrello i motociclisti prima della partenza in pista. Dopo aver ricevuto varie segnalazioni la "iena" Nadia Toffa prima si è finta una giovane interessata a lavorare nel mondo della moda, poi è andata a caccia del manager. A Montecatini non l'ha trovato. «Non lo vediamo da mesi» le hanno risposto i condomini di via Paganini. Allora l'inviata di nero vestita l'ha scovato in un paesino vicino La Spezia. E gli ha chiesto conto dell'attività promossa dal sito che, secondo decine di ragazze confortate anche da un parere legale andato in onda, presenta aspetti ingannevoli. Inviare le foto e registrarsi come "umbrellagirls" non è gratuito. Una volta che appare l'immagine dell'aspirante modella la società "Alessio Sundas model management" reclama 300 euro all'anno di iscrizione con rinnovo automatico e una clausola che prevede altri 180 euro da versare. Il tutto scritto in carattere ridotti rispetto a quelli con cui le giovani vengono irretite dalle sirene dello spettacolo.  E chi non paga? Sundas, che all'intervistatrice chiede di dargli del lei e di chiamarlo onorevole «perché sono un parlamentare internazionale», minaccia azioni legali.  «Il contratto è regolare e i giudici mi danno ragione - spiega il manager all'inviata de "Le Iene" -. C'è scritto che è un sito a pagamento. La gente deve imparare a vivere. Sono l'unica persona onesta in questo settore. Corona? Non vale niente. Io sono per la meritocrazia».  Quando Sundas ha risposto alla telefonata della "iena" che, sotto le spoglie di neo iscritta al sito, gli diceva di non voler pagare ha tirato in ballo un avvocato e la sicura azione legale. La confidenza con i tribunali del resto non gli fa difetto. E così la "iena" gli ricorda la condanna nel giugno 2010 a Firenze a 3 anni e 4 mesi per truffa aggravata nei confronti di 16 persone che volevano lavorare nello spettacolo. A quel punto Sundas cambia tono e la protervia iniziale sfuma in una mitezza che quasi non gli si addice: «Ho sbagliato, non ho problemi ad ammetterlo».
    06 maggio 2011

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