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la trattativa infinita 

Massese, tutti davanti al notaio Fumata bianca: oggi o mai più

Nessuna conferma dalla società, ma ieri pare sia avvenuto l’incontro decisivo Di fronte c’è la questione delle torri di illuminazione degli Oliveti da affrontare 

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Già nelle prossime ore potrebbero arrivare le dichiarazioni dei nuovi proprietari della Massese (sono consentiti gesti scaramantici anche poco delicati).

E sì, perché nella serata di ieri era in programma l’incontro decisivo tra i rappresentati dei tifosi con in mano il pacchetto delle quote societarie della società bianconera e il gruppo “di Cuneo”per definire dinanzi ad un notaio il passaggio di proprietà. Il passaggio, dunque, ufficiale. Tanto agognato. E sospirato in un’estate difficilissima e piena di attese sempre tradite all’ultimo secondo.

In effetti l’incontro è stato confermato da più parti sin dalla mattinata, sebbene non direttamente dagli interessati che, ovviamente, si sono trincerati dietro il consueto silenzio. A dare fiato all’indiscrezione ci hanno pensato i ben informati.

Insomma, la vicenda dovrebbe essersi conclusa felicemente a pochi giorni dall’inizio del campionato che domenica vedrà la Massese esordire sul difficile terreno del Tuttocuoio. Manca solo, si fa per dire, l’annuncio ufficiale da parte del venditore e del compratore che è atteso, appunto, in queste ore.

Nel caso in cui, Dio non voglia, anche questa trattativa fosse saltata sul più bello, allora si aprirebbero scenari a dir poco complicati per la prima squadra cittadina. Siamo al momento in cui sarà fatta chiarezza in un senso o nell’altro, con la speranza di lasciarsi alle spalle tutte le tribolazioni che da mesi stanno angustiando il popolo zebrato alla ricerca di un minimo di serenità.

Non v’è motivo di credere che anche questa volta tutto finisca in una bolla di sapone soprattutto perché non siamo a giugno né a luglio né ad Agosto, bensì, come cantavano i Righeira, “ l’estate sta finendo”” e, diciamo noi, un campionato sta iniziando.

C’è voglia di sapere chi sarà il presidente, il direttore sportivo, l’allenatore e i giocatori che vestiranno la maglia della Massese in una stagione che, al di là di tutto, si annuncia complicata, perlomeno durante le prime partite. E non potrebbe essere altrimenti giacché la Massese non ha ancora una rosa completa sulla quale fare affidamento. Né la certezza di poter giocare nel suo stadio dinanzi al pubblico amico.

Con la questione delle torri d’illuminazione che impedisce di avere l’agibilità del “degli Oliveti” e che deve essere affrontata e risolta, il rischio di giocare o a porte chiuse o in un campo limitrofo (Seravezza? ) le prime (o chissà quante) partite casalinghe è assai concreto. Un’altra spada di Damocle che pesa sul capo di tifosi e città e che ha bisogno di u na dirigenza impegnata a risolverla con dedizione e mezzi appropriati.

Ma in questo momento, prioritariamente parlando, la cosa che più conta è avere la conferma della fumata bianca con il gruppo che annovera al suo interno un imprenditore piuttosto conosciuto nel cuneese (da qua ecco ribattezzata la cordata con il nome di “gruppo di Cuneo”).

Che poi il gruppo sia di Cuneo, Tarvisio o Bolzano poco importa a questo

punto. Vada come vada, questo pezzo di storia bianconera sarà ricordata anche per il completo disinteresse dell’imprenditoria locale verso lo storico sodalizio che è prossimo a compiere cento anni di vita. Non una bella pagina per i colori bianconeri, sostenuti soltanto dai tifosi. —

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