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La versione di Turba: «Finora, nessun contatto»

Il presidente della Massese taglia corto: nessuno si è fatto vivo con me E intanto dalla cordata versiliese-carrarese sarebbero fuoriusciti i carraresi  

MASSA. «Sinora non ho avuto contatti con cordate composte da imprenditori locali o di zone limitrofe. Sinora nessuno si è fatto vivo direttamente con me».

Il presidente bianconero, Giorgio Turba non si sbottona, come sua consuetudine, sullo status della trattativa per la cessione societaria, anzi, in un certo qual modo, una risposta è arrivata: trattative concrete non ce ne sono, o, perlomeno, volendo leggere tra le pieghe delle sue (due) parole, non esiste un tavolo di discussione con imprenditori locali. Insomma, magari qualche timido interessamento c’è pure stato, ma timido è rimasto, tanto che, la cordata versiliese – carrarese (che pure esiste) si sarebbe già svuotata della sua componente d’oltrefoce restando in piedi la parte in rappresentanza delle zone della provincia lucchese che sorgono proprio al confine con quella apuana.

C’è chi parla di un interesse limitato però all’ingresso in società con ancora Giorgio Turba presente, ma lo stesso presidente zebrato avrebbe ampiamente confermato la sua volontà di lasciare definitivamente il sodalizio con conti in perfetto ordine e addirittura con qualche picciolo di attivo. Vi è poi la possibilità che la Massese finisca nelle mani di imprenditori esterni (ed estranei) al tessuto produttivo locale, come nel caso dell’avvocato pisano, Carlo Coscia che qualche tempo fa si era mosso in nome e per conto di un gruppo i cui nomi sono rimasti assolutamente top secret, salvo la pista raffreddarsi prima e congelarsi poi, dopo la presa di posizione della tifoseria che aveva ribadito con forza, anche attraverso un incontro con lo stesso Turba, la propria contrarietà all’operazione.

A dirla tutta, sembrerebbe che quello con Coscia sia stato l’unico, vero contatto diretto con l’attuale presidente bianconero per l’acquisto della società. Anche con la cordata nata sull’asse Poggibonsi-Cosenza e che comprenderebbe alcuni procuratori, non ci sarebbe stato alcun faccia a faccia, ma solo qualche scambio di e – mail ove si palesava l’interesse per lo storico sodalizio. Niente di più.

Ma in tutto questo mare magnum di conferme, smentite, voci di vario genere, quello che più rattrista è il totale disinteresse da parte dell’imprenditoria massese verso la prima squadra cittadina: nessun massese vuole la Massese con il risultato che, dinanzi alla volontà di Turba di lasciare, per dare continuità al sodalizio calcistico più importante ci si debba affidare a qualcuno proveniente da fuori. Il tempo passa e gioca nettamente a sfavore; la piazza brama di conoscere quale sarà il futuro della società e Turba, peraltro, aspetta che qualcuno si faccia avanti concretamente e rapidamente per mettersi a sedere e chiudere il passaggio di consegne. Lo stesso presidente bianconero vorrebbe evitare un nuovo, aleatorio, fantomatico balletto di voci e sospiri che non portino a nulla; vorrebbe invece che

chi è davvero interessato uscisse allo scoperto già nei prossimi giorni, magari entro la fine della settimana.

Se questo non dovesse avvenire, allora i punti interrogativi si moltiplicheranno nuovamente e vattelappesca come andrà a finire.

Alessandro Tabarrani

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