Quotidiani locali

Nardini: due punti persi, ora caccia al terzo posto

Il tecnico in panchina al posto dello squalificato Baldini: i cambi funzionano perché Baldini lavora molto sulla forza del gruppo e fa sentire tutti importanti

PONTEDERA. La città stretta attorno alla squadra, una condizione atletica da urlo e un gruppo di amici, prima ancora che di giocatori. Questa è la Carrarese. La flessione del girone d’andata è acqua passata. Ora gli azzurri macinano punti e incassano entusiasmo. Partita dopo partita.

«Mister Silvio Baldini lavora sulla forza dello spogliatoio dall’estate, da quando ha preso in mano la squadra. Fa di tutto per compattare l’ambiente, per far sentire tutti importanti allo stesso modo», spiega nel post partita il suo vice, Mauro Nardini, ex giocatore granata negli anni Ottanta, in panchina a causa della squalifica del tecnico azzurro. Se nell’Olimpo del girone A lo sfondo è quello delle Apuane, è anche e soprattutto perché la Carrarese ha una panchina di lusso. Non tanto per il tasso tecnico, comunque buono, ma per la facilità che hanno le riserve di inserirsi, a partita in corso, nel meccanismo di gioco collettivo. «Per noi l’apporto di chi entra durante la gara è fondamentale. Biasci ha messo piede in campo e ha segnato, ma tutti gli altri hanno fatto molto bene. C’è un gruppo concreto, c’è voglia di fare bene e di non fermarci», spiega ancora Nardini. Dal morale, alla lavagna tattica. La mossa del doppio cambio, Baraye per Possenti e Biasci per Benedini, alla mezz’ora del primo tempo si è rivelata provvidenziale. Perché la Carrarese ha smesso di arrancare, ha preso in mano il pallino del gioco e ha recuperato la partita. «Baraye e Biasci sono entrati per dare una scossa alla squadra e per attaccare la profondità alle spalle della linea difensiva del Pontedera. Benedini e Possenti non hanno colpe particolari, semplicemente sono stati sacrificati per cercare di far cambiare atteggiamento ai ragazzi. Il Pontedera – continua Nardini – gioca molto con lanci lunghi dalle retrovie a cercare le punte, per poi andare ad attaccare la seconda palla. Nel primo quarto d’ora abbiamo subìto molto l’aggressività dei nostri avversari, poi ci siamo sistemati e siamo andati bene fino in fondo». Carattere, gamba e morale alle stelle. Sono molti i motivi per gioire in casa Carrarese, anche se dal Mannucci Coralli e compagni escono con l’amaro in bocca, come conferma Nardini: «Credo che alla fine per noi si tratti di due punti persi. Abbiamo colpito due pali, abbiamo sbagliato un rigore e abbiamo avuto molte buone occasioni. Ora dobbiamo pensare soltanto a vincere le ultime tre partite e sperare di centrare il terzo posto». Da un’impresa da raggiungere a una grande soddisfazione che, invece, lo staff tecnico e i calciatori azzurri si sono tolti ampiamente. Quella di riportare la gente allo stadio e in trasferta. I settecento tifosi sistemati nel settore ospiti del Mannucci hanno trascinato la squadra per tutti i novanta minuti, applaudendo i giocatori a fine gara e cantando con loro ai piedi della gradinata sud. «È una cosa fantastica, vedere una città che si muove in nostro sostegno rappresenta, per noi, una grande vittoria. Carrara ha vissuto anni difficili col calcio, con tante persone che si sono allontanate dalla squadra e hanno perso il senso di appartenenza. Noi siamo stati bravi, coi risultati e non solo, a riaccendere – va avanti Nardini – una fiamma che sembrava spenta e a far riemergere tutto l’amore che la città nutre nei confronti del club». Infine, un

aggiornamento sulle condizioni di Tavano: «Si sta riprendendo bene dall’infortunio, è rimasto fuori a scopo precauzionale. Averlo con noi è importantissimo, perché è il capocannoniere e perché è un calciatore in grado di fare la differenza su ogni campo».

Tommaso Silvi

TrovaRistorante

a Massa Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro