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Massese zitta e nel caos Squadra in crisi di nervi

Da quando la società ha imposto il silenzio stampa la situazione è peggiorata La zuffa tra i giocatori al termine del match di Seravezza merita una riflessione

MASSA . Prima di tutto, ritrovare la calma. Dopo la sconfitta nei minuti di recupero con il Seravezza Pozzi la tensione in casa bianconera è salita alle stelle, una febbre che impone una cura immediata e decisa (se non drastica) per provare a riprendere in mano le redini della lucidità indispensabili per terminare la stagione nel miglior modo possibile, magari centrando almeno un posto nei playoff. Il durissimo confronto all'interno dello spogliatoio zebrato, con annesse carezze che alcuni giocatori (si dice un paio, forse tre) si sarebbero scambiate, scaturite da qualche parola di troppo volata come un avvoltoio in picchiata, dopo probabilmente essere volteggiate a lungo in attesa di nutrirsi avidamente, non possono passare in cavalleria e starà ora alla società decidere come affrontare una situazione evidentemente degenerata.

Visto il silenzio stampa che ancora non accenna a dissolversi, tanto che il gioco del silenzio potrebbe addirittura protrarsi sino al termine della stagione, si possono avanzare delle ipotesi andando un po' a tentoni, nel buio generale. Dunque: si potrebbe pensare che la dirigenza guidata da Giorgio Turba abbia in animo di prendere dei provvedimenti disciplinari (sempre per ipotesi eh) già nelle prossime ore e, chissà, magari già dalla ripresa degli allenamenti di oggi. Tuttavia, l'Us Massese 1919 potrebbe anche decidere una linea più morbida che aiuti a riportare un minimo di serenità sempre stando sul pezzo e osservando da vicino eventuali sviluppi per poi tirare le somme alla fine della fiera. L'unica certezza è quella che riguarda il tecnico, Lamberto Magrini che si troverà, a partire da oggi, a dover gestire una patata bollente mica da ridere all'interno di un gruppo lacerato. Ci vorrà tutta la sua lunga esperienza per portare a termine un'opera di ricucitura senza correre il rischio che la toppa risulti peggiore dello strappo. Insomma, si tratta di capire se sia meglio rammendare di fino, oppure se tagliare drasticamente. Questo sarà solo il primo passo, i successivi arriveranno di conseguenza e, si auspica, rapidamente per capire quale sarà il futuro della Massese.

A Seravezza una gara come tante altre in questa stagione con la squadra che avrebbe meritato almeno il pari ed invece è arrivata la sconfitta quando ormai i libri erano chiusi. Per carità, non è la prima volta e non sarà nemmeno l'ultima che una partita viene decisa nel recupero, però questa volta la squadra aveva meritato la vittoria sia per le occasioni avute rispetto all'avversaria che per il doppio rigore mancato. Anche se la partita è stata piuttosto bruttina con entrambe le squadre che hanno fatto tanto per non perdere, e che la vittoria alla fine è andata ai padroni di casa non per grossi meriti ma per quel jolly che esce all'improvviso, quando per una squadra quando per l'altra. Ed il nervosismo nel finale, anche se comprensibile quando si perde al 93' non è giustificabile a bocce ferme proprio per le cose dette. A questo punto, visto che la società sia come impegno che spesa non si è tirata indietro, l'analisi da fare è quella non di rompere il giocattolo ma di programmare subito la prossima stagione cercando di fare tesoro da quello che non è andato quest'anno. Se si ragiona si può costruire un buon futuro, altrimenti se si butta l'acqua col bambino Massa si ritroverà a dover fare a meno anche dello stadio. E non ci sembra la cosa migliore anche per festeggiare il centenario. Dunque calma e gesso. La prima cosa potrebbe essere quella della riapertura del dialogo con la stampa per avere appoggi e tenere informata la città, anche se non devono essere resi pubblici necessariamente strategie e obblighi. E poi programmare. Intanto è stato ridimensionato il nervosismo

del dopo gara e questo è un buon primo passo, non bisogna cedere alla frustrazione. Si può perdere una partita ma la guerra è lunga. Sarebbe importante conquistare almeno un posto nei playoff. Anche se servirà a poco.

Aldo Antola

Alessandro Tabarrani

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