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Azzurri, il primo problema sono i gol subiti

Quasi una media di due reti al passivo a gara, troppe. Ma contro il Gavorrano anche l’attacco non ha funzionato

CARRARA. Troppo brutta per essere vera. Questo è il primo pensiero balenato subito dopo il triplice fischio di Gavorrano-Carrarese. Al di là della sconfitta, a Grosseto gli azzurri hanno deluso sotto il profilo della prestazione, della verve e della brillantezza. Neanche gli avversari hanno entusiasmato e il risultato più giusto alla fine del primo tempo sarebbe stato lo 0-0, per quello che le due squadre avevano fatto vedere in campo. In attacco la Carrarese ha costruito pochissimo, andando contro quella che era stata una sua prerogativa. Il Gavorrano aveva previsto tutto. I maremmani hanno aspettato che si placasse l'iniziale sfuriata apuana, per poi farsi avanti in attesa delle solite amnesie difensive degli azzurri. Favarin sapeva che la Carrarese regala molto dietro, e così è stato. In difesa si sono ripetute le solite difficoltà che stanno accompagnando il campionato della Carrarese. Così, senza fare nulla di speciale, il Gavorrano ha chiuso i primi 45 minuti in vantaggio di un gol, nato da un errore del reparto arretrato della squadra di Baldini. Nella ripresa, poi, lo svarione di Marchionni ha dato il là al raddoppio dei padroni di casa, chiudendo la partita, ed impedendo alla Carrarese la possibilità almeno di giocarsi il tutto per tutto nel forcing finale. Una giornata storta sotto tutti i punti di vista, quindi.

Le uniche cose interessanti da ricordare sono state un contropiede di Vassallo nel primo tempo e un colpo di testa di Bentivegna negli ultimi minuti di gara. L'attacco non ha proprio funzionato, ma la fase difensiva continua ad essere il problema dei problemi di questa Carrarese. Gli azzurri hanno subito sette gol nelle ultime quattro partite. In totale sono 25 le reti concesse in 14 gare: quasi una media di 1,8 gol subiti a partita. Davvero troppi e non basta che in avanti la squadra abbia segnato altrettanto. La Carrarese non termina una gara con la propria porta inviolata dalla 4^ giornata del 17 settembre, il 3-0 contro l'Olbia. Nel frattempo la squadra ha giocato altre dieci partite nelle quali la difesa ha manifestato fragilità, lacune individuali, ma anche problemi collettivi. Tutto questo va a vanificare tante cose buone che questa la Carrarese ha fatto vedere e un potenziale importante.

Il calcio ha le sue regole e prima di tutto nel pallone conta la difesa. Una difesa da registrare assolutamente in attesa dei rinforzi di gennaio, ma anche una fase difensiva da migliorare in tutti i tre reparti, se la Carrarese vuole pensare in grande e giocare alla pari contro le corazzate del girone. In caso contrario il rischio è quello di smorzare il grande entusiasmo che circonda piazza Vittorio Veneto e di ridimensionare anche certe aspettative. Il potenziale c'è tutto, ma senza equilibrio è impossibile garantire la continuità di rendimento necessaria. In questa fase la Carrarese paga anche la condizione non ottimale di alcuni uomini chiave. Una cosa normalissima e fisiologica nell'arco di un campionato. Tutti hanno a che fare con infortuni, cali di forma, squalifiche e via dicendo. Nella Carrarese qualcuno probabilmente deve rifiatare. Nessuno è in grado di tirare la carretta al 110% per
tutta la stagione, ma le squadre quadrate, quelle che possono contare su un'intelaiatura solida, riescono a strappare punti importanti per la classifica anche senza giocare al massimo. Quando la Carrarese riuscirà a fare questo, allora significherà che il salto di qualità è stato fatto.

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