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Andreazzoli: «Dopo tanto avevo voglia di fermarmi»

Massa, il tecnico si riposa e ripercorre gli straordinari anni trascorsi alla Roma: «Totti un fenomeno vero, peccato per la sconfitta nella finale di Coppa»

MASSA. Incontriamo Aurelio Andreazzoli al Bagno Beretta di Poveromo per analizzare un po’la sua vita da tecnico della Roma giunta alla conclusione da poco. Prima di addentrarci nelle varie questioni tecniche cerchiamo subito di capire come sta vivendo il distacco, il “pensionamento”.

Mister Andreazzoli da Papa Francesco...
Mister Andreazzoli da Papa Francesco con Francesco Totti


«Avevo voglia di fermarmi – inizia il mister – ho parlato anche in famiglia e ora vorrei fare tante cose che prima non potevo fare, hobby, sport, bicicletta, montagna, ho tanti interessi ancora. Per ritrovare il gusto di fare cose che negli ultimi 15 anni non ho potuto fare se non nei ritagli di tempo, sempre con le valigie pronte, mai disfatte. Ho fatto sempre il pendolare, la famiglia ho preferito tenerla a Massa perché sappiamo com’è questo lavoro. E questo mi è venuto un po’ a mancare, i figli piccoli con poco tempo dedicatogli. Ora a 64 anni sto bene ma so anche che non c’è più tanto margine e dunque.... Vediamo di cogliere il meglio. Poi magari chissà, fra qualche giornata di campionato... non si può mai dire».

Ha avuto qualche altra richiesta, magari da società di serie A o altra categoria?

«Al momento no – continua l’ex tecnico della Roma – anche perché non ho forzato nulla, nell’ambiente al momento si sa che vorrei fermarmi».

Però al momento del passaggio di Spalletti all’Inter, a Luglio, c’erano voci che lo avrebbe seguito...

«Questa forse sarebbe stata una opportunità per fare un’altra bella esperienza in un altro ambiente e avrei allungato volentieri, ma non è andata in porto ed al momento, ripeto, sto bene cosi. Nel futuro potrei fare tante cose, dipenderà, magari mi piacerebbe fare una specie di commentatore tecnico-tattico, oppure nel giovanile o dilettantistico ma con motivazioni diverse, amicizia o altro».

Ha terminato, se sarà cosi, insieme a Francesco Totti, dopo tanti anni insieme. Come ha vissuto l’addio del capitano e cosa farà?

«Francesco è la Roma e la Roma è indicata in Totti, almeno negli ultimi venti anni – dice il mister – e l’ho visto molto dubbioso, ha sofferto tanto il distacco ma ha dovuto farlo. È difficile immaginare la Roma senza Totti in campo ed ora dovranno utilizzare il suo nome bene, potrà fare moltissimo per Roma appena sarà mentalmente diventato un dirigente. Sono andato a Roma e lui era già li, è stata una bella storia. Tutti in tv hanno visto i gol di Totti, io ho avuto la fortuna di vederne circa 200, sono arrivato nel 2005 e lui era a quota 100. Poi vedendolo sempre in allenamento era uno spettacolo, più libero anche da obblighi faceva cose incredibili».

E veniamo al momento magico, a quel campionato del 2012-13 quando è arrivato alla prima squadra.

«Una esperienza fantastica – riprende Andreazzoli – e mai mi sarei immaginato che alla Roma mi offrissero la prima squadra. Fu una cosa quasi improvvisa, venne esonerato a febbraio Zeman ed il direttore Franco Baldini mi affido la squadra il mercoledì e subito domenica la prima trasferta con la Sampdoria. Una gara giocata benissimo e che meritavamo di vincere ma accadde qualcosa che rovesciò il risultato. Eravamo in vantaggio e ci arrivò un rigore a favore. Non feci nemmeno in tempo a capire cosa era successo che Osvaldo tolse il pallone a Totti (aveva tirato sempre lui i rigori), calciò dal dischetto e sbagliò. Malgrado altre occasioni perdemmo. Ma avevo visto che la squadra c’era, aveva risposto al cambio di modulo che avevo imposto, infatti la domenica successiva battemmo l’invincibile Juventus di Antonio Conte e dal quel momento fino alla fine tantissimi successi anche in trasferta, 28 punti in 15 partite e la finalissima in Coppa Italia persa malamente con la Lazio».

Già si parlava della conferma in panchina nella stagione successiva, Franco Baldini aveva detto più volte che avevano trovato il tecnico del futuro, Andreazzoli.

«È vero lo disse però forse ha pesato molto aver perso la finale di Coppa con la Lazio, a Roma il derby è troppo sentito anche se non avevamo meritato di perdere e prima del loro gol avevamo preso un palo, e poi il presidente Pallotta forse aveva già deciso prima ed arrivò Garcia».

E secondo tanti addetti sarebbe stata una decisione saggia lasciar continuare Andreazzoli, sia perché aveva ricostruito un ambiente diventato con Zeman un po’cosi, poi anche perché aveva ridato equilibrio ad una squadra che prima giocava molto all’attacco ma una squadra è tale se utilizza al meglio tutti i reparti, a cominciare dalla difesa. E Andreazzoli aveva maturato tanta esperienza con Spalletti, poi con Luis Enrique ed anche da Zeman, inoltre il tecnico massese aveva anche una comunicabilità molto sciolta, chiara, precisa e mai banale, apprezzata moltissimo. Lo abbiamo visto, dai giornalisti della Rai e delle altre reti che con lui scambiavano volentieri opinioni e pareri ed a tutti spiegava le varie fasi delle gare e del gioco.

C’è qualche altra cosa che gli ha dato soddisfazione o qualcuna che cancellerebbe?

«Proprio nel periodo dell’esordio facendo una visita all’Orione di Ortonovo (la squadra dove ha iniziato e che ha portato dalla seconda categoria alla Promozione) mi è venuto in mente che effettivamente la mia strada non è stata facile ed ho allenato in tutte le categorie della più bassa alla serie A e sempre in crescendo, la consapevolezza di aver fatto un buon lavoro. Ecco mi manca solo la serie B che ho fatto con la Lucchese ma con la Primavera».

Vediamo se la prossima squadra sarà in B... E infine il punto su questo campionato.

«Secondo me il Napoli avrà la possibilità di mettere a frutto quanto fatto negli ultimi anni, a cominciare da Mazzarri che fece arrivare grandi giocatori ed ora con Sarri che ha raggiunto una grande condizione di gioco. Sarri è un ottimo comunicatore, non dice mai cose scontate ed a costo di qualche critica dice sempre quello che pensa ».

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