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Vitali, nove anni non cancellano il lutto Il calcio apuano piange ancora il mister

 MASSA. Da nove anni Giampiero Vitali non c'è più. Per lo sport italiano e per il calcio apuano in particolare un lutto ancora fortissimo. Perché Vitali ha lasciato un segno indelebile in un mondo quello del pallone.  Non aveva ancora compiuto 61 anni quando si è spento a Milano, sua città natale, ma da dove era partito giovanissimo per iniziare una carriera ricca di soddisfazioni, dapprima come calciatore (giocò in serie A con Lazio, Fiorentina e Brescia, ed in serie B con Triestina, Spal e Massese) e poi come allenatore (Massese, Lucchese, Pisa, Empoli, con promozione in serie B, Perugia, Varese, Sambenedettese, Parma, Como, Taranto, Modena, Pistoiese, Carrarese, Palermo, Campobasso). Ma fu la Massese la squadra che segnò maggiormente la sua vita, non solo dal punto di vista professionale. Con la maglia bianconera disputò ben sette campionati tutti da capitano, compreso quello della storica promozione in serie B (correva la stagione 1969/70), collezionando 245 presenze e 35 gol, e cominciando la carriera da tecnico pur giocando ancora. Da calciatore il suo ruolo era terzino sinistro e poi nella Massese, libero. Nella stagione 1997/98 guidò anche
la Carrarese, riuscendo nell'impresa di salvarla. Aveva scelto Massa per vivere con la moglie Gabriella e crescere i figli Enrico ed Alessandra: anche per questo oltre che per tutto ciò che ha dimostrato come uomo di calcio, un minimo riconoscimento per intitolargli lo stadio comunale di Massa.

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