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Assenteismo, la maxi inchiesta 

«Sono sull’argine del Carrione fino alle 18» Ma alle 15 e 49 se n’è già andato dal lavoro

Nel mirino anche l’uso dell’auto di servizio: c’è chi la utilizza per raggiungere casa e il mobilificio che gestisce la sua famiglia

MASSA

L’inchiesta del pubblico ministero Roberta Moramarco sull’assenteismo è, nelle intenzioni della Procura, la fotografia di un andazzo, un modo di fare. Chi prende il caffè senza timbrare, chi, senza passare il badge, fa la spesa o si va a fare la messa in piega, chi certifica di essere uscito all’ora X, ma ben prima se l’è filata in palestra. C’è chi - sempre stando all’impianto accusatorio - usa la macchina di servizio per andare a casa e chi dice di essere ancora in servizio esterno quando il lavoro l’ha bello e che finito. O in trasferta proprio non ci è andato.

Così il 15 febbraio 2018 Andrea Giusti, dipendente del Genio civile, «dichiarava - così si legge negli atti - di essere uscito per servizio esterno con destinazione “Carrara per sopralluoghi lavori argine dx Carrione” dalle ore 14.40 fino alle 18.10, mentre in realtà usciva con l’auto di servizio dalle 14.36 alle 15.45, allontanandosi definitivamente dal luogo di lavoro a bordo della propria auto alle ore 15.49». Missioni fuori ufficio “allungate” ad hoc. Questa almeno la tesi degli inquirenti.

Assenze, servizi esterni e non soltanto perché nel mirino degli investigatori ci sono anche le auto di servizio, quelle che il dipendente dovrebbe usare per finalità lavorative e che, secondo l’ipotesi dell’accusa, in molti casi sarebbero state, invece, utilizzate per finalità personali tanto di far ipotizzare, per alcuni degli indagati, il peculato d’uso.

Avrebbe usato l’auto di servizio per fini personali anche Gianni Dell’Ertole, dipendente del Genio civile che con la macchina della Regione avrebbe raggiunto - stando agli atti - il mobilificio gestito da lui e dalla sua famiglia.

Così - riportiamo un episodio indicato in atti - «il 28 novembre del 2017, autorizzato a recarsi in missione presso “Massa Aulla Carrara” a bordo dell’auto di servizio (se ne indica marca, modello e targa ndr), dopo aver terminato il servizio ed essere rientrato a Massa, se ne appropriava per finalità personali recandosi presso l’esercizio commerciale (il mobilificio ndr) gestito da lui e dalla sua famiglia dalle 18.41 alle 19.28 restituendo il bene alle 19.31».

Secondo la procura l’auto di servizio per usi personali, anche in concorso con lo stesso Dell’Ertole, l’avrebbe utilizzata anche Pier Luigi Frustaci che avrebbe usato la vettura anche dopo aver terminato i servizi esterni: «In data 21 marzo 2017 - per esemplificare con un episodio in atti - «autorizzato a recarsi in missione presso “Carrara, Tresana, Licciana” dalle 10.30 alle 18.15, a bordo dell’auto di servizio, se ne appropriava

per finalità personali dopo aver terminato il servizio restituendola alle 19.21».

Non soltanto le assenze, quindi, ma anche l’utilizzo delle auto di servizio è nel mirino degli inquirenti che hanno condotto la maxi indagine sull’assenteismo. — CHIARA SILLICANI

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