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finita l’attesa 

Parte la raccolta dei funghi nei boschi: ecco le regole per non sbagliare (e mangiare sereni)

Il tetto giornaliero è di 3 kg, dieci per chi raccoglie nel suo comune montano. Spuntano tre tariffe per i non residenti in Toscana: da 15 a fino a 100 euro

LUNIGIANA. Funghi. Basta solo la parola e si accende nell’aria un’attesa spasmodica. Attesi, spiati, coccolati, dopo le piogge agostane i tradizionali protagonisti dei nostri boschi sono in attesa delle frotte di cercatori che da ogni lato della provincia (e non solo) sono pronti ad avventurarsi lungo i boschi della Lunigiana.

Chi conta i giorni, chi la luna, chi la pioggia caduta e valuta i deleteri effetti delle giornate ventose. Chi spera di rifarsi di una raccolta di fine primavera assai modesta. Insomma l’alta Lunigiana tra Zeri, Pontremoli, Filattiera e Bagnone diventa “territorio di caccia” con cestini che vengono fatti sventolare nell’aria, nell’attesa di riempirli con i prodotti principi dei nostri boschi.

Ed i primi risultati sono abbastanza incoraggianti, con i cercatori tornati con i cestini pieni. Anche se il boom è atteso per l’inizio di autunno, soprattutto se si alterneranno, come è caratteristico nella stagione, pioggia e sole creando quell’equilibrio di caldo umido che rappresenta la condizione ideale per il proliferare del “re dei boschi”.

Ma l’esercito dei raccoglitori di monte, di valle e di litorale, deve osservare un regolamento, la sorveglianza dell’applicazione del quale è affidata alle forze dell’ordine, alla Forestale, alla polizia provinciale e municipale e alle Guardie ambientali volontarie; pena spiacevoli conseguenze come denunce, contravvenzioni, sequestri del prodotto. Da qualche anno, precisamente dal 2012, sono state apportate delle modifiche alla normativa che disciplina la raccolta dei funghi snellendo le procedure prevedendo il versamento su un unico conto corrente. Oggi i non residenti in Toscana possono scegliere non più fra due, ma fra tre opzioni di pagamento per le autorizzazioni alla ricerca e raccolta funghi, valide su tutto il territorio regionale: 15 euro per un giorno, 40 euro per sette giorni consecutivi oppure 100 euro per un anno. Per i residenti in Toscana vengono rilasciate autorizzazioni valide per sei mesi (15 euro), oppure per un anno (25 euro) tali importi sono ridotti della metà per chi risiede nei territori classificati montani o ai ragazzi, tra i 14 e i 18 anni, che abbiano frequentato un corso di informazione ed educazione organizzato dalle Province o dalle Comunità montane, mentre i residenti non sono soggetti ad autorizzazione in caso di raccolta nel Comune di residenza. Per la raccolta, il limite è di 3 kg al giorno per persona, tetto giornaliero che sale a dieci chilogrammi solo nel caso in cui i residenti nei territori classificati montani della Toscana raccolgano nel proprio Comune di residenza, mentre non sono sottoposti, ovviamente, a limiti i titolAri dei terreni. La raccolta è consentita da un’ora prima del sorgere del sole fino a un’ora dopo il tramonto. Divieto assoluto d’uso di rastrelli, uncini o strumento che possa danneggiare il terreno. Il trasporto non può essere effettuato in buste di plastica o in contenitori ermetici che

impediscano il diffondersi delle spore, ma in contenitori rigidi (cestini) o a rete. Non si possono raccogliere porcini con diametro del cappello inferiore a 4 cm e dormienti e prugnoli inferiore a 2 cm. L’amanita cesarea non può essere raccolta allo stadio di ovolo. —

 

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