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inizio della scuola 

I genitori della Lunigiana preoccupati dagli aumenti

Lettera di un gruppo genitoriale di Fivizzano «C’è in corso una forte centralizzazione dei poli verso Villafranca e Pontremoli»

FIVIZZANO

Pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico, ed ecco i primi problemi per studenti e genitori. «La Lunigiana – scrivono alcuni genitori fivizzanesi- sta assistendo a una centralizzazione dei poli scolastici superiori verso le sedi di Villafranca e Pontremoli. Ed ecco che dai bacini delle scuole secondarie di 1° grado di Fivizzano, Casola e Aulla vi sono molte iscrizioni agli istituti dell’alta Lunigiana. Si auspica ad un "Diritto allo Studio" e all'obbligo di frequenza sino ai 16 anni e gli oneri, quindi, dovrebbero essere vantaggiosamente fruibili e sostenuti dagli Enti. Invece, contando anche il contributo "volontario" che gli istituti pretendono all'atto dell'iscrizione (non ci sono le Province, le Regioni a sostenere, e il Ministero dell'Istruzione? Si può fare la segnalazione della richiesta del contributo ma dopo rovini i rapporti del figlio con la scuola), le famiglie si apprestano ad affrontare ulteriori spese: con i testi scolastici che spesso sono di nuova adozione (addio acquisto libri usati) e con i servizi per il trasporto».

Riguardo a questo ultimo argomento i genitori scrivono «lo scorso anno per un percorso di circa 35km uno studente spendeva 595 euro per abbonamento annuale del bus. Ma con l'applicazione della formula bus buster, convenzione della Regione in aiuto ai Comuni aderenti per decurtare 2 mensilità si pagava 420€. Il bus-buster è stato annullato, ,sembra, per poche adesioni da parte dei Comuni. Se poi si presentava lo sgravio per fascia Isee agevolata, si arrivava a 351euro. Quest'anno, prima ci sono stati degli aumenti e poi, con un plateale annuncio, c'è stata la revisione della tariffazione per uniformarsi alla Regione e presentare più “economici” abbonamenti. Dal 1° luglio scorso è entrato in vigore il piano unico regionale e per una tratta dai 30 ai 40km (Fivizzano-Pontremoli 39km esatti) su trasporto ferroviario si spende 734€ l'anno. Su trasporto gommato si spende 596€, venendo però considerata come tratta quella di fascia da 41 a 50km, risultando quindi iniqua e rincarata sulla fascia di abbonamento anche di 81€ l'anno». Dunque la richiesta dei genitori del comune fivizzanese «di rivedere i suddetti criteri: il sistema di tariffazione adottato è approvato dagli Enti affidanti sottoscrivendo la Carta dei Servizi. Il calcolo della tariffa applicabile è effettuato secondo il criterio degli stazionamenti tariffari, le cui distanze sono convenzionalmente stabilite. Bisogna usare un diverso metodo di convenzione,

bisogna rettificare in base alle reali esigenze del territorio e equipararli con standard di benefici adeguati per garantire il "Diritto allo Studio", cioè non misurando il km, ma l'utenza delle scuole facenti parte dello stesso bacino di studenti». —

M.L.

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