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scontro in polizia 

«Agenti spremuti come limoni» Sindacato contro la dirigente

Il segretario Pantaleoni: «Costretti a lavorare ventuno ore su ventiquattro» La vice questore ribatte: «Non c’è niente di vero, provi le accuse» 

massa

Un’accusa dura - «poliziotti spremuti come limoni» - che arriva dal sindacato di polizia Consap alla vice questore aggiunto Serafina Di Vuolo. Non usa mezzi termini nel suo comunicato il segretario nazionale Gianluca Pantaleoni, con una dura accusa alla dirigente che però rimanda le accuse al mittente: «Non c’è niente di vero», dichiara a Il Tirreno.

L’attacco è personalizzato e nel mirino c’è proprio la dirigente Di Vuolo, dal 2014 impiegata nel territorio apuano. I toni sono anche duri, per certi versi inusuali all’interno del corpo della polizia. E pur trattandosi di un comunicato sindacale, non c’è traccia dell’usuale cortesia di corpo che ci si attenderebbe. «La nuova gestione del dirigente pro tempore vice questore aggiunto Di Vuolo si è fatta sentire in maniera scadente e personalizzata sottoponendo i suoi uomini a turni massacranti e a continui sacrifici», attacca Pantaleoni. E sul punto Di Vuolo specifica: «Sono a Massa-Carrara dal 2014, non si tratta di certo di una nuov a gestione. Preferisco non commentare nello specifico, si tratta di una persona che non conosco personalmente, che non è un mio collaboratore. Non conosco le ragioni, ma qualcosa lo avrà mosso. Posso solo dire che quello che viene dichiarato non è assolutamente vero».

«È di questa settimana - continua il sindacalista – l’impiego di taluni che durante le ventiquattro ore sono stati costretti a lavorarne quasi ventuno. Questa situazione genera nei poliziotti notevole malcontento e frustrazione in quanto va ad incidere inevitabilmente e negativamente sull’organizzazione della vita personale e familiare del poliziotto e soprattutto ne mina la sicurezza nel servizio a causa della notevole stanchezza fisica e mentale».

Per la dirigente però la questione non esiste. «Mi sorprende francamente questa accusa, sicuramente intraprenderò le mie azioni. Ciò che mi ha sempre orientato nell’arco della mia esperienza lavorativaa è che della verità non bisogna avere paura. Il mio rapporto con le associazioni sindacali è sempre stato positivo, fin da quando sono arrivata qui. E non che ci sia da ieri. C’è in ogni caso la massima libertà di pensiero, ovviamente, ma le accuse vanno provate. Altrimenti rimangono insinuazioni»,

Ingaggiando un corpo a corpo Pantaleoni nel comunicato parla di atteggiamento «intimidatorio nei confronti del sindacato e lesivo delle prerogative e dei diritti tale da danneggiarne l’immagine,, cercando di attaccare la libera critica sindacale mediante richieste verbali e scritte, su dipendenti

addirittura distolti dal loro servizio ordinario per rispondere in tal senso». E annuncia la richiesta al ministero dell’interno di una inchiesta per comportamento anti-sindacale. «Sono accuse non vere, non c’è molto da commentare», ripete Di Vuolo. —

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