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le contestazioni 

Auto di servizio a fini personali Ipotesi peculato per Ceragioli

Gli inquirenti ipotizzano  quello stesso reato anche per Nari, autista della Provincia Avrebbe usato la macchina per raggiungere casa sua 

MASSA

Per gli inquirenti Giorgio Ceragioli, comandante della polizia provinciale, che ci fosse un’inchiesta in corso sull’assenteismo lo aveva capito tanto che - si legge negli atti - «l’analisi dei cartellini di Ceragioli fa emergere come lo stesso, successivamente alla suddetta “figa di notizie” , abbia dapprima regolarizzato la propria condotta. Tuttavia - proseguono gli inquirenti - dopo quasi 5 mesi di timbrature regolari, sono cominciate a riemergere le anomalie». Insomma, dopo un primo periodo in cui le timbrature non risultano “regolari” agli occhi degli inquirenti, le anomalie scompaiono per tornare dopo circa cinque mesi.

Secondo chi ha condotto l’indagine, il comandante della polizia provinciale «per assentarsi senza autorizzazione» avrebbe usato «tre espedienti: omettere di timbrare il cartellino all’atto di uscire e rientrare nel luogo di lavoro; effettuare, senza alcuna autorizzazione, la timbratura utilizzando orologi marcatempo ubicati presso sedi dell’ente Provincia (sede di “Refrattari” sita in Massa, via degli Artigiani e, in alcuni casi, sede di Aulla) diverse da quelle in cui svolgeva attività lavorativa (sita all’interno di Palazzo ducale); autocertificare falsamente la propria presenza in servizio».

Al comandante Giorgio Ceragioli oltre alla truffa e alla falsa attestazione, viene contestato anche il reato di peculato d’uso « per essersi appropriato - si legge sempre negli atti - della vettura di servizio al fine di farne un uso momentaneo. Occorre permettere - proseguono gli inquirenti - che nel periodo di interesse, all’indagato, esclusivamente per esigenze di servizio, era affidata, in via esclusiva, la disponibilità dell’autovettura Suzuki Fx4, di proprietà della Provincia... emerge che il Ceragioli ha in più occasioni utilizzato l’autovettura di servizio a lui assegnata fuori dall’orario di servizio».

Il peculato d’uso viene contestato anche a Marco Andrea Nari, autista del presidente della Provincia «per aver utilizzato (negli atti si riportano le date in cui si collocherebbero 10 singoli episodi ndr) durante l’orario di lavoro, l’autovettura Alfa 159, per fini personali, recandosi presso la sua abitazione». A Nari viene inoltre contestato il reato di falso ideologico «per aver falsificato i libri macchina relativi alle ore autovettura di

servizio».

Per la maggior parte degli indagati le ipotesi di accusa sono la falsa attestazione (per aver fatto risultare la presenza in ufficio quando il dipendente non c’era) e la truffa per le ore non lavorate, ma retribuite dall’ente pubblico di appartenenza . —



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