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Il sindaco De Pasquale: «Le cave? Devono essere di tutti, aprire al turismo e anche al teatro»

Il sindaco di Carrara parla del marmo, degli alberghi incompiuti, della cultura e dei progetti per il futuro. «La richiesta di dimissioni? Mi è entrata da un orecchio e uscita dall’altro, l’opposizione dovrebbe essere costruttiva»

 

CARRARA. Due anni fa, a quest’ora stava preparandosi per tornare in cattedra, come prof di Lettere alle scuole medie. Adesso Francesco De Pasquale al suo secondo settembre da sindaco di Carrara si prepara a una stagione politica e amministrativa intensa.

Con alcune priorità (dal Marble hotel al Mediterraneo passando per la partita da risolvere con le ferrovie per San Martino e la vecchia marmifera) e un messaggio chiaro all’opposizione: «Io, sui banchi del consiglio comunale ho sempre cercato di portare avanti l’interesse collettivo, non di screditare l’operato dell’amministrazione e basta».

Sindaco le mancano la scuola e l’insegnamento?

Dico la verità non ho avuto nemmeno il tempo per pensarci. Qui, a Palazzo civico si conosce un’umanità varia e più complessa rispetto alla scuola e l’insegnamento, devo ammetterlo, è stata una grande palestra. Un rimpianto comunque c’è: a scuola, essendo part-time avevo parecchio tempo libero da dedicare alla famiglia, ma anche alla vigna e ai miei alberi da frutto.

A proposito che fine ha fatto la sua passione per la viticoltura?

Ho fatto la vendemmia l’altro giorno, ma la produzione è davvero scarsa. Del resto con il mio impegno da sindaco il mio tempo libero è stato decisamente decurtato. E quest’anno sarà ancora più pesante: sarà l’anno decisivo».

Restando nell’ambito scuola l’edilizia scolastica è un nervo scoperto dell’amministrazione.

Ci siamo resi conto che la messa in sicurezza degli edifici scolastici era davvero molto indietro. In giunta ci sono due ingegneri che si sono presi a cuore la problematica. Lo devo ammettere io, da consigliere comunale non ne avevo capito l’entità. Prima venivano fatti uno o due controlli l’anno, in un anno noi ne abbiamo fatto più di dieci e questo ha fatto emergere tutti i problemi. Se non fossimo andati a controllare alcune scuole sarebbero ancora aperte, ma credo che la sicurezza dei bambini e dei ragazzi sia una responsabilità, dell’amministrazione e anche dei genitori».

Un altro nodo da sciogliere resta quello del marmo. Da dove comincerà?

I temi sono davvero tanti: dal regolamento alla tracciabilità fino al marchio del marmo e la questione dei beni estimati. E ci si è messa di mezzo pure la magistratura che ha aperto la strada alla proprietà privata alle cave.

Ecco posso dire che stiamo affilando le armi per andare poi a colpo sicuro. Uno dei primi punti per cui ci batteremo è la proprietà collettiva di tutte le cave anche se è una partita che non dipende solo dall’amministrazione. Dalla vicenda di Fossa Combratta è arrivato un segnale importante: si può investire al monte non solo aprendo cave, ma anche con attività imprenditoriali di altro tipo all’interno delle cave stesse.

Lei parla di altre attività imprenditoriali legate alle cave. Ci spieghi meglio.

Io sostengo che bisognerebbe aprire il turismo alle cave, con visite guidate, in condizioni di sicurezza, per vedere da vicino le lavorazioni. E con l’impiego delle cave dismesse come attrazione turistica. Questa sarà una mia grande battaglia anche se cambiare la mentalità di chi per anni ha vissuto le cave in un altro modo non è semplice. Penso di nuovo a Fossa Combratta: si sarebbe potuto fare un investimento minore e più compatibile con l’ambiente con un’altra attività prevista per quel sito.

Lei parla di turismo ma sul territorio mancano le strutture: Mediterraneo e Marble hotel a che punto siamo?

Sul Mediterraneo dobbiamo cominciare a tirare le somme e i prossimi mesi saranno decisivi anche per un incontro chiarificatore con Bogazzi.

Per quel che riguarda il Marble hotel ci sono novità e tempi molto stretti: stiamo accelerando sulla rotatoria, il progetto è finanziato, non ci sono espropri da fare e in sei mesi di lavoro sarà realizzata. Credo si possa addirittura saltare la conferenza dei servizi, quindi a breve potremmo vedere aperto il cantiere.

Passando alla politica, lo sa che hanno chiesto le sue dimissioni?

Si e mi è entrato da un orecchio e uscito dall’altro. Mi rammarico di questa opposizione che utilizza dati pretestuosi e non su elementi concreti. Io, da consigliere dell’opposizione, ho sempre pensato all’interesse collettivo, e punto. Qui si fa tendezialmente opposizione per screditare l’operato dell’amministrazione che sta andando a risolvere criticità che abbiamo trovato in eredità.

E come giudica il voto dell’opposizione su Fossa Combratta.

Cosa posso dire, alla fine si sono smarcati.

La città e l’arte. Qual sono i progetti?

Cominciamo col dire che sono state fatte cose importanti nei mesi scorsi: penso all’apertura del Carmi, ma anche all’evento alla Cooperativa degli scultori sul “fatto a mano” fino al dinosauro in esposizione a San Martino. Credo che l’arte a Carrara ci sia ma dobbiamo lavorarci e come città creativa dobbiamo puntare molto su questo. Per quel che riguarda gli eventi estivi la rigidità delle nuove normative ne ha condizionato molti: ad esempio certe manifestazioni in piazza Menconi a Marina sono state cancellate per queste imposizioni, non per nostra scelta.

Da cittadino qual’è un grande evento che sogna per Carrara?

Sogno di vedere una cava dismessa trasformata in un teatro a cielo aperto. E mi piacerebbe

che vi venisse rappresentato come primo spettacolo “I giganti della montagna” di Luigi Pirandello. Questo è un mio sogno ma credo che per la cultura sia necessario fare un grande sforzo perché Carrara possa davvero metterla sempre più in primo piano. —


 

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