Quotidiani locali

Assenteismo a Massa-Carrara, retata choc: 26 arresti tra Provincia e Genio civile - Video

Operazione dei carabinieri, che hanno riscontrato assenze ingiustificate dal lavoro anche più volte nella stessa giornata. Ai domiciliari anche il capo della polizia provinciale

Arrestati per assenteismo, qui dipendente della Provincia al lavoro al bar Nelle immagini diffuse dai carabinieri, ecco uno dei dipendenti della Provincia di Massa Carrara arrestati ripreso impegnato a servire i clienti nel bar di famiglia, a pochi passi dalla sede della Provincia stessa invece avrebbe dovuto essere al lavoro - L'ARTICOLO

MASSA. Dalle prime ore del mattino maxi operazione dei carabinieri contro l'assenteismo negli enti pubblici: 26 gli arresti domiciliari, coinvolti dipendenti della Provincia di Massa Carrara e del Genio civile. Le misure cautelari sono scattate sia a Massa che a Carrara, ma anche a Montignoso, Sarzana, Viareggio e Pisa.  Circa 5000 gli
episodi di assenze accertati per 2600 ore di lavoro sottratte al servizio pubblico.

ARRESTATO ANCHE IL CAPO DELLA POLIZIA PROVINCIALE

Tra gli arrestati, secondo quanto reso noto dagli investigatori, ci sono il comandante della polizia provinciale di Massa, l'autista del presidente della Provincia, un messo notificatore dello stesso ente e 10 funzionari del Genio civile di Massa. In totale l'inchiesta, coordinata dalla procura di Massa e condotta dai carabinieri, vede indagate 70 persone. Per i dipendenti che fanno riferimento alla Regione, di cui è stata accertata l'assenza dal lavoro, scatterà il licenziamento senza preavviso .

Arrestati per assenteismo, qui un dipendente della Provincia al lavoro nell'edicola Nelle immagini diffuse dai carabinieri, ecco uno dei dipendenti della Provincia di Massa Carrara arrestati ripreso mentre lavora nell'edicola-tabaccheria di famiglia. Dopo avere lasciato l'ufficio, dunque durante l'orario di lavoro all'ente, raggiungeva l'attività per aiutare la moglie - L'ARTICOLO

AL LAVORO, MA DI FATTO ALTROVE

I provvedimenti cautelari, emessi dal gip del tribunale di Massa, come detto riguardano dipendenti della Provincia e del Genio Civile, "nei confronti dei quali l’attività investigativa svolta ha messo in luce l’esistenza di una lunga, consolidata e diffusa prassi di assenteismo ingiustificato realizzato attraverso un sistematico ed ingegnoso aggiramento delle regole che disciplinano il rapporto di pubblico impiego", spiegano i carabinieri in una nota.

Secondo l'accusa, gli indagati finiti agli arresti, monitorati in un arco temporale assai significativo (dal novembre 2016 al maggio 2018), e con cadenza quasi giornaliera, si sono assentati senza giustificazione dai luoghi di lavoro, spesso più volte nell’arco della stessa giornata, per svolgere le più disparate attività. L'operazione ha impegnato oltre cento militari.

L'INCHIESTA PARTITA DALLA SEGNALAZIONE DI UN DIPENDENTE

L'inchiesta  partita due anni fa dopo la segnalazione di un dipendente a un carabiniere sul doppio lavoro di un collega, finendo per scoprire un fenomeno più esteso e che le ragioni per le assenze era le più varie come andare a fare la spesa o al mercato, accompagnare i figli a scuola, partecipare a messe e funerali e in due casi, relativi entrambi a dipendenti provinciali, per svolgere un altro lavoro: uno degli arrestati avrebbe aiutato la moglie nella tabaccheria di famiglia, un altro nel bar (sempre di proprietà) a pochi passi dallo stesso palazzo della Provincia. Emerso anche, secondo quanto spiegato, che le auto di servizio, anche quelle della polizia provinciale, venivano usate per spostamenti privati e commissioni di ogni genere. Quando alle modalità delle assenze, succedeva che le missioni realmente commissionate dagli enti, anche fuori provincia, come sopralluoghi e riunioni, duravano sempre molte ore più del tempo effettivamente trascorso fuori per lavoro.

Oppure i dipendenti coinvolti timbravano il cartellino per uscire a prendere un caffé, rimanevano nei paraggi pochi minuti poi timbravano nuovamente fingendo di essere tornati in ufficio mentre uscivano ancora, anche passando da porte secondarie, per stare fuori ore.

Nel corso dell'inchiesta c'é stata anche una fuga di notizie, dopo un anno di indagini, sulle telecamere piazzate dai carabinieri negli uffici pubblici: alcuni dipendenti si sarebbero spaventati interrompendo le assenze (sono gli indagati non raggiunti da misura cautelare), altri avrebbero invece reiterato il reato per quasi un altro anno.

IL PROCURATORE: "COMPORTAMENTO SENZA RITEGNO"

"Ci abbiamo messo quasi due anni per essere sicuri che questi dipendenti pubblici reiterassero il reato sistematicamente; sapevamo che si tratta di padri e madri di famiglia, dovevamo essere sicuri che l'assentarsi dal posto di lavoro non fosse dovuto a motivi seri, personali e sporadici". Così il procuratore di Massa Aldo Giubilaro in merito all'inchiesta su dipendenti pubblici assenteisti.  "Abbiamo analizzato migliaia di filmati, incrociato immagini, e testimonianze - ha detto Giubilaro -. Oggi posso dire che questi dipendenti pubblici non hanno avuto ritegno. Sono stati pagati per anni con i nostri soldi, quelli dei cittadini, sottraendo risorse al servizio pubblico ingiustamente. A fronte di questi soggetti - ha concluso - abbiamo anche accertato la presenza, per fortuna, di lavoratori onesti, che pagheranno in termini di danno di immagine la condotta dei colleghi".

La procura ha annunciato che lunedì gli atti saranno passati alla Corte dei Conti per l'aspetto relativo al danno erariale.

 

I COMMENTI DEI LETTORI

TrovaRistorante

a Massa Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro