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Due persone che hanno fatto la storia  di Soliera Apuana nella lettera del comitato 

Lo storico farmacista va in pensione Ultimo saluto alla prof

il ricordoLa prima notizia attiene agli avvicendamenti della vita, l’altra alla cessazione, purtroppo, della vita. Entrambe, comunque, riguardano personaggi noti di Soliera Apuana, che “hanno...

il ricordo

La prima notizia attiene agli avvicendamenti della vita, l’altra alla cessazione, purtroppo, della vita. Entrambe, comunque, riguardano personaggi noti di Soliera Apuana, che “hanno sostanziato un brano di storia” di questa piccola frazione del comune di Fivizzano, come scrive il comitato “Vivere Soliera Apuana”.

Intanto un pensionamento, quello del dottor Amanzio Martelli, “il bellomo (ci si perdoni il linguaggio affettuoso) ha deciso di lasciare la farmacia in altre mani”. Scrive il comitato: “Lode a lui, alla moglie professoressa Ubalda e alla figlia Alma, stimata ricercatrice. La farmacia passa nelle mani della figlia della nostra amica Valeria, la dottoressa Lucia Garau sarà d’ora innanzi la farmacista del paese. Giovane donna che ha eredita i bellissimi occhi verdi della madre, dai modi dolci e decisi, che confida a qualche cliente che la sua bambina Letizia la rimprovera perché non sta a casa con lei a fare i compiti. Lucia ha rilevato la farmacia di Amanzio ed è intenzionata a mostrare tutta la sua competenza e disponibilità. Il dottor Martelli lo è stato e la dottoressa Garau lo sarà altrettanto e in quanto donna giovane, bella ed energica riceverà anche le confidenze delle donne del paese, che chiederanno aiuto e consiglio. Grazie Amanzio e auguri affettuosi a Lucia”.

La seconda notizia riporta un lutto che ha colpito la piccola comunità: è scomparsa la professoressa Emilia Giannarelli, detta affettuosamente Emi in paese. “Emi è morta nella casa materna di Casola in Lunigiana - continua “Vivere Soliera Apuana” - ed era figlia del dottor Benvenuto Giannarelli, un medico come erano una volta i medici, dediti con passione al proprio arduo lavoro e che dedicavano la vita ai loro pazienti. Emi e Giancarlo erano i figli suoi e della signora Elena Romani, chiamata scherzosamente dal marito la Comandilla, per esplicitarne il temperamento autoritario, ma infinitamente simpatico e affascinante. La Comandilla aveva un fratello, Andrea, intellettuale e ribelle, che scriveva i testi per le commedie che venivano recitate nella sala del Convento dei Francescani, e interpretate dalla gente del paese più dotata di talento”.

Prosegue la lettera: “Emi, a sua volta volitiva e mentalmente libera, era spesso in polemica con la madre, ma infine cedeva per osservare i comandamenti materni. E obbediente alla moglie era anche il marito Benvenuto nativo di Sassalbo, dal temperamento giocoso e responsabile allo stesso tempo. Emi e Giancarlo sono cresciuti in quel di Soliera Apuana, quando tale paese era il centro vitale del Comune di Fivizzano e nulla aveva in comune con la cultura di clan tribale del capoluogo di oggi. Emi non si è mai sposata e a sua volta ha dedicato la vita alla scuola, formando

intere generazioni”.

Chiude il comitato: “Con lei se ne va un pezzo di storia tenera e vitale per la convivenza sociale, dove ogni personalità veniva apprezzata ed esaltata, le nostre più sentite condoglianze e la nostra vicinanza affettuosa al fratello Giancarlo”. —

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