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il caso 

Consiglio di Stato: Pontremoli resta nell’assemblea dell’Ait

Respinti i ricorsi presentati sia dall’Autorità idrica della Toscana che dal Comune di Camaiore, risultato escluso dopo la decisione del Tar 

PONTREMOLI

Pontremoli resta nell’assemblea dell’Autorità idrica della Toscana (Ait) al posto di Camaiore. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato, che ha respinto i ricorsi proposti dalla stessa Autorità Idrica Toscana, in persona del direttore generale e legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’avvocato Paola Diani (il ricorso era contro il Comune di Pontremoli, in persona del sindaco in carica, rappresentato e difeso dall’avvocato Giovanni Montana) e dal Comune di Camaiore, in persona del sindaco in carica, rappresentato e difeso dall’avvocato Luigi Bimbi; anche quest’ultimo era contro il Comune di Pontremoli. Entrambi i ricorsi chiedevano di riformare la sentenza breve del Tar della Toscana dell’anno scorso.

Il Tar, ricordano i giudici del Consiglio di Stato, aveva dato ragione al Comune di Pontremoli, che aveva impugnato la delibera con cui la Conferenza territoriale n. 1 - Toscana Nord dell’Autorità idrica Toscana aveva nominato i sette Comuni delegati a comporre l’assemblea dell’Autorità (delibera della Conferenza n. 1 dell’11 luglio 2017). Con la delibera impugnata i Comuni individuati erano quelli di Camaiore, Carrara, Fosdinovo, Gallicano, Lucca, Massa e Viareggio. Pontremoli sosteneva di avere titolo ad essere nominato nell’assemblea dell’Autorità idrica in luogo del Comune di Camaiore, in virtù dei criteri stabiliti dalla giunta della Regione Toscana, ed in particolare in base alla sua maggiore estensione territoriale rispetto a quello di Camaiore. Il Tribunale amministrativo aveva accolto il ricorso, osservando che poiché il Comune di Pontremoli ha una «maggiore superficie rispetto al Comune di Camaiore, la nomina di componente dell’Assemblea doveva ricadere sul primo».

Il Consiglio di Stato ribadisce che la delibera impugnata imponeva alle conferenze territoriali di nominare i propri rappresentanti in assemblea «nel numero e nel rispetto dei criteri di popolazione, estensione territoriale e disagio».

Quindi, dall’applicazione di tali criteri deriva, in modo incontestato, «che il Comune di Pontremoli avrebbe dovuto essere chiamato a comporre l’assemblea in luogo della maggiore estensione della sua circoscrizione territoriale rispetto al Comune di Camaiore. La pretesa di quest’ultimo e dell’Autorità Idrica Toscana di non seguire pedissequamente i criteri si traduce invece in una violazione della legge regionale n. 69 del 2011, riprodotta dall’art. 13 dello statuto dell’Autorità,

nella misura in cui viene a mancare il dovuto «rispetto» del provvedimento adottato dalla giunta regionale attuativo della legge».

Insomma, i ricorsi devono essere respinti. Spese compensate, in ragione della particolarità delle questioni controverse. —



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