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il caso cermec 

Processo Erre erre: «Condannateli tutti» L’accusa chiede pene dai 6 ai 4 anni

La richiesta più pesante del pm Marco Mansi è per il titolare della Delca Domenico Del Carlo. Il 16 prevista la sentenza

MASSA. Il processo Erre Erre, che sembrava non dovesse avere mai fine, si avvia invece verso le conclusione: ieri ha parlato il pm Marco Mansi, che ha formulato richieste di condanne dai 6 ai 4 anni per gli 11 imputati. La prossima settimana, il 16 luglio, ci sarà la sentenza.

Nel processo, dove Cermec si è costituito parte civile difeso dall’avvocato Adriano Martini, il rischio prescrizione è stato altissimo. I reati rimasti in piedi sono il peculato (si prescrive nel 2021 e nel 2022) e l’ associazione a delinquere (2019), ma nel corso del tempo, tra cambi di giudici e altri problemi, sono andati prescritti i capi di imputazione relativi alla corruzione aggravata continuata e la truffa aggravata.

Il processo, inizialmente seguito dalla pm Rossella Soffio poi sostituita dal collega Mansi, inizia con le indagini sulla società Erre Erre, creata per chiudere il ciclo dei rifiuti in provincia, costruendo un impianto per raccogliere il residuo solido, per uscire il combustibile sotto forma di brichette. Realizzare l’impianto era compito di Delca spa che è anche socia, con il Cermec, di Erre Erre. E la società si era impegnata a costruirlo secondo quello che è stato definito un "contratto chiavi in mano", pronto alla consegna.

L’ipotesi investigativa è che Del Carlo e gli altri, che in seno alla società ricoprivano ruoli nel consiglio di amministrazione o nel collegio sindacale, «distraevano la somma di 1.847.018,21 euro» tramite un giro di fatture.

L’impianto chiavi in mano sarebbe dovuto costare, da contratto, una cifra superiore ai 9 milioni di euro. Una variazione l’anno successivo comportò un costo aggiuntivo di circa un milione e settecentomila euro.

In aula l’avvocato Martini ha fatto le conclusioni, chiededo di tenere distinte le posizioni degli imputati Luigi Marco Zoppi , Roberto Vaira e Giorgio Dell’Amico. Era inoltre presente il perito psichiatrico che ha ribadito l’incapacità di intendere e di volere di un altro imputato, Paolo Borghini.

Queste sono invece le richieste del pm per ciascuno degli imputati: sei anni e 3 mesi Domenico Del Carlo (difeso dagli avvocati Tullio Padovani e Anna Francini), 5 anni e 5 mesi Roberto Borghini (avvocati Roberto Iacopetti e Davide Cagetti), 5 anni e 5 mesi per Alessandro Nicodemi (avvocato Carlo Boggi), 5 anni e 5 mesi per Augusto Cardinotti (avvocato Tullio Padovani), 5 anni per Roberto Vaira (avvocati Fabio Sommovigo e Pierpaolo Zambella), 5 anni e 5 mesi per Luciano Bertoneri (avvocati Salvatore Salidu e Roberto Iacopetti, 4 anni e 3 messi per Cesare Carmassi (avvocati Giorgio Porzano ed Enrico Marzaduri), 4 anni e 2 mesi per Giorgio Dell’Amico (avvocati Enzo Frediani e Giovanni Altadonna), 4 anni e due mesi per Luigi Marco Zoppi (avvocati Enzo Frediani e Giovanni Altadonna), e altrettanti per Fausto Giannoni

(avvocato Umberto Zangani) e Gianluca Musetti (avvocati Luca Pietrini e Giorgio Porzano).

Oggi in aula parlerò l’avvocato Flora per Erre Erre e poi toccherà agli avvocati delle difese. Il dispositivo arriverà invece il 16 luglio.


 

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