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Commercianti contro la Ztl: «In piazza Duomo siamo dimenticati»

Chiedono di riaprire alle auto al mattino: "C'è solo degrado e niente eventi". Ma De Pasquale è netto: niente traffico nel centro storico

CARRARA. Piazza del Duomo dimenticata e blindata, come anche altre parti del centro storico. Una situazione che porta degrado ma soprattutto sta uccidendo le poche attività commerciali rimaste. Lo sostengono i commercianti e i residenti di piazza Duomo che dicono in coro: «la Ztl ci ha penalizzato e portato all’agonia».

Secondo loro, infatti, impedire l’accesso alle auto vale a dire stagnazione del commercio, sopravvivenza commerciale e una disparità di trattamento rispetto ad altre situazioni cittadine, dove, con l’auto si può arrivare, o comunque si possono facilmente raggiungere. Sul piatto anche la mancanza di eventi in grado di portare persone in piazza Duomo. Tutta una serie di problemi segnalati alle varie amministrazioni nel corso degli anni, anche a quella del sindaco Francesco de Pasquale. Noi in piazza Duomo ci siamo andati e abbiamo raccolto queste testimonianza. Arriviamo passando da via Santa Maria, un tempo pullulante di attività commerciali di ogni genere; oggi la maggior parte delle botteghe ha chiuso i battenti.

In piazza Duomo parliamo con Gabriella Stefanini, titolare dello storico bar – tabacchi della nonna Mirella: «basta che vi guardiate attorno per capire la situazione – dice – dopo che hanno blindato il centro storico e piazza Duomo si è creato il deserto. Una volta quando c’erano le macchine la gente veniva. In piazza al pomeriggio non c’è praticamente nessuno, se qualcuno si sente male se ne accorgono alla sera quando rientrano a casa i residenti. Domina la calma piatta, senza contare che c’è molta mal-frequentazione. Noi ci aspettiamo un risanamento, un aiuto, perché sennò chiudiamo, è impossibile – conclude Gabriella – continuare a lavorare in queste condizioni». La pensano così anche i titolari del negozio di fiori Lazzari, Paola Rosini e Cesare Lazzeri, presente in piazza Duomo fin dal 1870: «non riusciamo a capire perché ci abbiano isolato – spiega Paola – senza auto questa zona è morta. Almeno riaprissero al traffico nelle ore mattutine, giusto per darci una boccata di ossigeno. È brutto dirlo, ma senza la convenzione per le corone da morto, avremmo chiuso già tanti anni fa. In questa situazione si sopravvive. Addirittura non fanno passare dal Duomo nemmeno il nuovo servizio del trenino. E pensare che il nostro Duomo è un gioiello. C’è solo una domanda da fare all’amministrazione Chiediamo a gran voce un programma per recuperare la nostra zona. Ci hanno tolto anche il mercatino della Coldiretti. Siamo isolati da tutto il resto della città».

Stessa oprinione per Bruna Corsini del forno Bruzzi: «Prima della chiusura al traffico nel mio forno serviva il numero. Adesso non arriviamo a quaranta scontrini. Questa situazione ha ucciso il commercio in piazza Duomo, hanno chiuso quasi tutti. Ma possibile che non lo capiscono? Che non vedano? Almeno alla mattina le auto dovrebbero poter entrare. È l’unico modo per non farci morire» . Ma su questo punto l’amministrazione è inflessibile. Questa la risposta del sindaco De pasquale: «di riportare le auto in centro non se ne parla. Non è vero che l’amministrazione non tenga a piazza Duomo, che considera un gioiello. Non meno di

un mese fa ha ospitato il simposio. Non siamo sordi alle richieste d’aiuto – conclude – se questi cittadini hanno proposte da farci, noi siamo qua per ascoltarle. Accettiamo i contributi positivi. Ma è anche importante lo spirito di iniziativa personale» . –


 

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