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L'allarme: stanno saccheggiando il made in Carrara è necessario il marchio

Roberto Pucci parla della concorrenza delle ceramiche:si presentano al mondo col nome calacatta e statuario

CARRARA. «Ci stanno saccheggiando. Ci sono interi pezzi del “made in Carrara” che se ne stanno andando: penso ai calacatta, gli statuari, i venatini. Materiali che appartengono al Dna delle nostre cave e che ritroviamo, prodotti sinteticamente, nei grandi formati delle ceramiche».
A lanciare l’allarme è l’ingegner Roberto Pucci che è intervenuto al termine della presentazione dello “Stone Sector 2018”.
«Credo che lo scenario internazionale chiami a una tutela dei nostri materiali - ha aggiunto - È necessario preservare i nostri marmi, naturali e difendere quello che abbiamo attraverso un marchio».
L’ex sindaco di Massa ha quindi rilanciato quel progetto (ancora nel cassetto) del marchio del marmo che era emersa nel dibattito sollevato nel febbraio scorso proprio nell’ambito del focus sul lapideo organizzato dal Tirreno.
Pucci ha quindi parlato anche degli scarti del monte, ossia di quello che resta dalla escavazione del lapideo.
«Marmi Carrara e Sam hanno verificato di poter utilizzare nei grandi formati il materiale di scarto delle cave, per lastre, realizzate sinteticamente, costituite dal 30 al 40% di carbonato di calcio. Si può fare ancora di più ma sono necessari livelli di investimento molto alti».
E, sempre legato a tutte le fasi di lavorazione del lapideo è stato l’intervento del vice sindaco Matteo Martinelli che ha parlato di “economia circolare”, applicata al lapideo.
«Significa, in sostanza - ha messo in evidenza Martinelli - di riutilizzare tutto il materiale che proviene dalle nostre montagne. Tradotto nel settore lapideo, infatti, l’economia circolare comporta la massima valorizzazione di tutti i materiali, anche quelli che più difficilmente trovano mercato». E il vicesindaco ha puntato l’attenzione anche al ruolo della tecnologia applicata al lapideo: «Una tecnologia - ha dichiarato che deve rispettare le ambiente e mettere la sicurezza in primo piano. Grazie a tutti questi elementi Carrara deve diventare un marchio di eccellenza».
Un marchio che diventa valore aggiunto nella logica di internazionalizzazione dei materiali. Su questo è intervenuto Umberto Alunni, direttore della Cassa di risparmio Pistoia e Lucchesi del gruppo Intesa San Paolo.
«Nell’ultimo report sui distretti abbiamo inserito come indice la “distanza” dell’esportazione - ha sottolineato il direttore Alunni - Per quel che riguarda il lapideo apuano la distanza media dell’esportazione

è di 6mila e 300 chilometri. Molto più della nautica che si attesta su 5mila e 200 chilometri. Questo significa che il distretto lapideo apuo versiliese ha necessità di una sempre maggiore internazionalizzazione che sia in grado di tutelare il prodotto marmo in tutto il mondo».

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