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Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, addio a 21 milioni per Carige

Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, addio a 21 milioni per Carige

Pubblicato il bilancio 2017: cristallizzata una perdita monstre nel patrimonio a causa della pesante svalutazione delle azioni detenute dall’ente cittadino

CARRARA. Gli investimenti del passato su Banca Carige continuano a pesare come una zavorra sui conti della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, presieduta dall’avvocato Alberto Pincione.

Il bilancio 2017 è stato pubblicato in questi giorni ed è un bilancio che risente moltissimo della crisi delle quotazioni in forte ribasso ormai da anni delle azioni dell’istituto bancario genovese (che ha anche incorporato la Cassa di Carrara Spa). Morale: a bilancio è stata iscritta una svalutazione monstre di oltre 21 milioni di euro, in pratica una perdita di valore secca del patrimonio della Fondazione.

Una perdita che arriva da lontano, dalle decisioni soprattutto politiche di provare ad acquistare massicciamente azioni del gruppo Carige per poi entrare nel Cda di Carige (cosa poi avvenuta) attraverso il patto tra Fondazioni bancarie, ma il risultato è stato di depauperare il patrimonio della Fondazione, che a fine 2010 aveva uno stato patrimoniale complessivo di 161 milioni e 654mila euro, e a fine 2017 di 85 milioni e 797mila euro. Insomma, un patrimonio quasi dimezzato in pochi anni. E di conseguenza, sono negli anni diminuite anche le erogazioni verso il territorio, erogazioni che vengono effettuate con i proventi degli investimenti (detratte le spese di gestione e gli accantonamenti) e che nel 2017 sono state di 434mila euro soltanto.

Un disastro. Tra l’altro, si ricorda nella nota di bilancio, a fine 2017 la Fondazione è stata chiamata a decidere sull’aumento di capitale promosso da Banca Carige; ha aderito solo parzialmente a quell’aumento di capitale tramite la vendita di parte dei diritti di opzione, ma comunque, a seguito dell’esercizio di 328.000 diritti, tenuto conto del rapporto di assegnazione di 60 nuove azioni ogni diritto esercitato, la Fondazione ha sottoscritto 22.800.000 nuove azioni, ad un prezzo unitario di 0,01 euro, per un ammontare complessivo di 228.000 euro. La quotazione di ieri di Carige era di 0,0088 euro. Comunque, i scrive nel bilancio, «la partecipazione strategica immobilizzata» è costituita da 9.736.848 azioni di Carige ed è stata svalutata fino a concorrenza del controvalore di mercato di fine 2017 (78,9 mila euro), riducendo l’investimento di circa 23 milioni di euro.

La cosa singolare è che la Fondazione continua a tenere i soldi in Carige. Leggete a quale tasso: «A fine 2017, le risorse monetarie disponibili erano pari a circa 5,8 milioni di euro, depositate pressoché interamente sul conto corrente di Banca Carige. A fine anno il tasso riconosciuto alla Fondazione dall’istituto bancario era pari all’1% su giacenze superiori a 5 milioni di euro e pari allo 0,5% su giacenze inferiori. Ad inizio 2018 tali condizioni sono state leggermente revisionate al ribasso». Insomma, Carige ha anche tagliato il tasso d’interesse.

Per fortuna, non tutto va male. Il portafoglio complessivo della Fondazione ha registrato nel 2017 un risultato netto di gestione pari a circa 2,4 milioni di euro, corrispondente ad un rendimento del 2,4% calcolato sulla giacenza media degli investimenti da inizio anno. «Se si esclude la partecipazione azionaria strategica in Banca Carige dal calcolo della giacenza media, il rendimento del solo portafoglio finanziario si porta al 3,15%. Si precisa che nel calcolo sono stati considerati i dividendi delle partecipazioni azionarie al lordo delle imposte ed i restanti proventi al netto della ritenuta fiscale».

Gli investimenti in Carige sono stati negli ultimi anni una vera tagliola per i conti della Fondazione. Nel 2014 la Fondazione aveva deciso di aderire all’aumento di capitale, sborsando 5,4 milioni di euro, salvo poi a fine 2014 svalutare la partecipazione da 37,7 milioni di euro (che risultavano dopo l’aumento di capitale) a 12,7 milioni di euro. Tutti milioni spesi a sostegno di una partita

che, purtroppo per la Fondazione ma anche di riflesso per la comunità carrarese e provinciale, si è rivelata in perdita drammatica. E anche le azioni conferite nel 2015 per pagare il rimanente 10% della Cassa hanno perso gran parte del loro valore.

Massimo Braglia

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