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Tra vandali ed erba alta il giardino diocesano rischia di chiudere

A Massa, al Museo di via Ghirlanda un pozzo è stato danneggiato da alcuni ragazzini. Ci sono statue abbandonate tra le erbacce incolte, ma non ci sono soldi per i custodi 

MASSA. I cespugli d’erba incolta nel giardino rivaleggiano in altezza con la scala a due rampe che portano all’ingresso del Museo diocesano in via Girlanda. Al centro del piccolo slargo il pozzo, a secco d’acqua, è stato vandalizzato pochi giorni fa da alcuni ragazzini. C’è un’atmosfera di abbandono in questo piccolo angolo di pace nel centro città, ma l’intero giardino avrebbe bisogno di interventi di manutenzione e giardinaggio. Che però non si vedono. La soluzione, purtroppo, pare che sarà la chiusura al pubblico.

«Non ci sono i soldi, purtroppo le risorse sono al minimo», spiega una delle curatrici del museo Elena Scaravella. E come spesso accade, la stessa incuria ne ha attratta altra. Di un tipo più irrispettoso per i luoghi. Un gruppo di ragazzini, «molto giovani» spiega Scaravella, sono entrati e hanno spaccato una serie di lastre che erano appoggiate sul bordo del pozzo. Sono andate distrutte e questo è un danno ulteriore per una struttura che ha già le sue difficoltà. E spesso capita anche nell’androne del palazzo, dall’altro lato della strada. Aperto al pubblico sì, peccato che molti abbandonino in totale disprezzo cicche di sigarette e lattine di varie bevande.

Se però i vandalismi arrivano dall’esterno, non si può dire lo stesso del mancato giardinaggio. «Abbiamo rimandato perché con la pioggia non c’è stata occasione di fare i lavori, ma è una cosa sicuramente da fare. È sempre un problema di risorse», dice Scaravella. E così, per il Pinocchio ambulante organizzato sabato, il giardino è rimasto in queste condizioni.

Ci sono anche delle statue, semi nascoste dall’erba alta. Sembrano quasi i resti di un piccolo sito in rovina. In realtà, come spiega Scaravella a Il Tirreno, «si tratta di alcune opere di una scultrice che avevamo esposto per una mostra e le ha lasciate. Le lasciò lì. Forse meriterebbero una maggiore ragione ma abbiamo veramente poche risorse». Risorse che arrivano dalla diocesi e che vengono descritte come limitatissime.

Il giardino insomma, in mancanza di manutenzione, si è trasformato da risorsa in problema. Normalmente è aperto come il museo dal giovedì alla domenica. «Quando la struttura è aperta ci sembrava giusto e bello lasciare entrare le persone anche nel giardino. Però stiamo arrivando alla conclusione di chiuderlo, proprio in questi giorni anche dopo l’episodio

di vandalismo al pozzo».

«Di custodi ce ne possiamo permettere uno o due alla volta, non di più. E dobbiamo tenere aperto il museo, quindi c’è da fare un scelta. Purtroppo senza custodia gli episodi di vandalismo si ripetono sempre più spesso», spiega sconsolata Scaravella.

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