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aveva 91 anni 

Carrara, addio al grande manager e progettista  Giorgio Marchetti

Il mondo delle professioni e della marineria è in lutto

CARRARA. Il mondo delle professioni e della marineria è in lutto per l’addio all’ingegnere navale Giorgio Marchetti, geniale progettista di valore internazionale e manager di aziende navali. Aveva 91 anni. Lascia le figlie Linda e Daniela, il generoGiampiero Gasparotti, i nipoti Davide ed Emanuele. I funerali si terranno nella giornata di lunedì 14 maggio alle 10 nella chiesa della Santissima Annunziata a Marina di Carrara, in via Bassagrande. Il lutto tocca da vicino anche l’assessore Alessandro Trivelli, di cui l’ingegner Marchetti era zio.

La foto e alcune note biografiche di questa grande figura di carrarese le ricaviamo dal bel volume di Romano Bavastro, Le vele del marmo. La passione per il mare, segnalava Bavastro, nacque “fin da bambino quando scappava dalla sua casa di via Firenze per correre sul molo a vedere i navicelli”. “Marchetti, dopo aver frequentato dall’età di 15 anni il Collegio Morosini di Venezia con l’intento di iscriversi all’Accademia navale di Livorno, a causa della guerra deve modificare i suoi programmi. Brillantissimo laureato all’Università di Genova, nel ‘54 è assunto dall’Ansaldo e destinato al Cantiere navale del Muggiano alla Spezia. Qui egli compirà una carriera inarrestabile divenendo direttore generale dopo essere passato per tutti i gangli vitali di un’organizzazione alla quale fecero capo a seconda dei periodi dai 1450 ai duemila dipendenti. Oltre cento gli addetti dell’Ufficio progetti e studi cui durante l’intera lunga attività fu sempre particolarmente vicino. Marchetti ha legato il suo nome a decine e decine di realizzazioni navali spaziando dalle mercantili alle bulk-carrier alle cargo liner, alle navi cisterna da 50mila tonnellate di portata, alle navi frigorifere ed alle porta containers. Nel ‘60 progettò la prima nave italiana a propulsione nucleare”. Scriveva Bavastro: “Intenso e magistrale il suo contributo nella trasformazione, allorché la Marina non disponeva di fondi sufficienti per nuove unità, e costruzione di navi militari. Un capolavoro, con attestati anche internazionali, fu considerato la trasformazione in lanciamissili dell’incrociatore Garibaldi, risalente, come il Duca degli Abruzzi, agli anni ‘30 e decisamente obsoleto. Sventrato e dotato delle nuove attrezzature sulla sua effettiva efficienza non mancarono gli scettici. Il Garibaldi, durante un’esercitazione alleata nei Golfo del Messico in condizioni di tempo proibitive, doveva risultare l’unica nave a mantenere la posizione assegnata. Anche il radicale ripristino della gloriosa Vespucci reca la sua firma”. E ancora: “Una quarantina i progetti siglati nei lunghi anni del Muggiano e successivamente (a partire dall’88), sempre come direttore, all’Intermarine di Sarzana. Anni in cui furono frequenti, anche grazie alla precedente collaborazione con la Nato per la costruzione della nave speciale Alliance, i rapporti con la Marina degli Stati Uniti. Australia, Singapore,

Venezuela, Equador, Libia, Iraq furono pure committenti di varie unità che condussero il cantiere spezzino ai vertici della notorietà”. Nella straordinaria carriera del progettista-manager anche il progetto originale di un vaporetto ecologico per il Canal Grande di Venezia.
 

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