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LA PROTESTA

«No agli Invalsi». E sigillano le serrature

Silicone nelle porte al Fermi, al Salvetti e al Pascoli. Gli studenti contestano il test del Ministero: usate i soldi in altro modo

MASSA. Nei giorni scorsi avevano esteso a tutti gli studenti del territorio l’invito a boicottare le prove invalsi volute dal Ministero dell’Istruzione. Poi con una siringa per silicone hanno provato ad interrompere il regolare svolgimento delle prove.

Così alle prime luci del mattino di martedì 8 maggio, alcuni istituti scolastici di Massa (il Salvetti, il Fermi, il Pascoli) si sono ritrovati a chiedere l’intervento delle forze dell’ordine per entrare in classe. E in alcuni casi anche l’intervento di un fabbro. “Noi valiamo più di una crocetta” citano i manifesti affissi in alcuni muri della città firmati dal collettivo Studenti in lotta. I test voluti dal Miur per valutare lo stato di salute dell’istruzione del paese non piacciono agli studenti di Massa, contrari alla standardizzazione delle risposte (i test sono a crocette). Una forma che secondo il collettivo non lascerebbe spazio a sufficienza per poter approfondire o personalizzare il contenuto delle loro risposte. E che implicherebbe una sorta di “perdita” delle sfumature di un pensiero, a favore di un pensiero unico.

Iniziate martedì 8 al liceo classico Rossi, al linguistico Pascoli, all'istituto commerciale Salvetti e all’istituto Barsanti e al liceo scientifico Fermi, le prove invalsi anche quest’anno hanno quindi ottenuto diverse contestazioni. All’istituto commerciale Salvetti, lo sgomento è del vice preside Andrea Bernabè che alle prime ore di ieri ha dovuto constatare che le serrature dell’edificio avevano bisogno di essere sostituite. E l’occasione è buona per appellarsi nuovamente alla provincia di Massa Carrara affinché intervenga per aggiustare il cancello d’entrata al complesso, collegato anche agli uffici Master del Comune di Massa, attualmente non funzionante. Oggi le prove invalsi avranno inizio all’istituto Meucci e al Toniolo: ogni scuola ha la possibilità di scegliere quando applicare i test. A valutare le critiche che gli Studenti in lotta muovono nei confronti delle prove del Miur è il dirigente scolastico del liceo classico Rossi, Massimo Ceccanti. Nel volantino contro le prove invalsi gli studenti sottolineano che i test a scelta multipla «standardizzano il nostro pensiero».

«Le prove a scelta multipla - è la replica del dirigente - sono solo una delle modalità di test che vengono realizzati nelle scuole e che determineranno l’esito finale che si legge in pagella. Il problema potrebbe nascere se ci fossero solo queste tipologie di test e soprattutto se nascessero per valutare il singolo studente. Ma lo scopo dell’invalsi è quello di valutare il livello complessivo degli studenti che frequentano le scuole italiane».

Secondo gli studenti le domande personali sullo stato economico di famiglia sono finalizzate ad «assegnare più fondi alle scuole con alunni di famiglie benestanti». Perché queste domande in test che sulla carta sono anonimi? «Sono domande create ad hoc per capire se c’è una relazione fra uno scarso risultato e un contesto svantaggiato. È per comprendere se un dato risultato è causato da una questione interna alla scuola, come ad esempio il metodo di insegnamento, oppure se da una questione esterna, per esempio in famiglia». Gli studenti si lamentano delle condizioni delle strutture scolastiche in cui vivono. Nel volantino ricordano l’episodio del 2015 quando caddero calcinacci addosso a una ragazza del Salvetti. E chiedono che i soldi investiti nelle prove invalsi vengano destinati alle operazioni di manutenzione che gli edifici

necessitano. «Non si può fare un travaso del genere - spiega Ceccanti - perché mentre la competenza degli edifici scolastici è della Provincia, quella dei test è del Ministero. Inoltre queste prove sono previste da leggi, quindi a mio avviso non è possibile risparmiarle».
 

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