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Per 10 anni con una garza intorno al pacemaker

La scoperta di un viareggino di 46 anni dopo un intervento all’Opa di Massa. Il legale: «Il nostro consulente ha detto di non avere mai visto una cosa simile»

VIAREGGIO. La voluminosa cartella clinica dei medici della Fondazione “Gabriele Monasterio” lascia poco spazio alla fantasia: nel corpo di quell’uomo di 46 anni, con una lunga storia di patologia cardiaca alle spalle, durante l’operazione chirurgica ad inizio 2018 è stato «rimosso un voluminoso granuloma formatosi intorno a tessuto estraneo». Per dirlo con i termini tecnici della cartella clinica «rimozione di gossypiboma e ampio currettage di tessuto». Un termine tecnico, quello di gossypiboma, che indica l’abbandono di garza chirurgica nel corso di un intervento operatorio.

Insomma, «c’è poco da girarci intorno», spiega Aldo Lasagna, l’avvocato al quale l’uomo - un impiegato viareggino del settore privato - si è rivolto per attivare la procedura del risarcimento del danno: «Nel senso che dal 2007, quando al mio cliente era stato impiantato un pacemaker all’Opa di Massa, fino al gennaio 2018 quando i medici della Fondazione Monasterio sono intervenuti per la sostituzione del pacemaker a causa dell’esaurimento del generatore, l’uomo ha vissuto con una garza che si era avvolta al pacemaker».

Il paziente ed il suo avvocato stanno ricostruendo i particolari dell’operazione del 2007 «nel corso della quale - continua il legale - intervenne, così fu spiegato al mio cliente, una equipe medica esterna all’Opa. Intervenuta perché quella della operazione del mio cliente sarebbe stata una giornata particolare, di urgenze». Non appena avranno tutti gli atti in mani sarà formalizzata la richiesta danni. Perché che qualcosa non andasse, in questi dieci anni, «era evidente ad occhio nudo», aggiunge Lasagna. Che spiega: «Si era formata una protuberanza che era ben visibile. L’uomo non poteva esporsi al mare a torso nudo, e quando ha avuto un bambino non riusciva a tenerlo in braccio poiché provava fastidio a causa della protuberanza». Il paziente, in realtà, aveva tentato di avere spiegazioni cliniche del fenomeno, più volte: «Ma si è sentito rispondere - continua l’avvocato viareggino - che la protuberanza derivava da una reazione di rigetto al pacemaker».

Studio legale e paziente esterrefatto dopo il più recente intervento chirurgico si sono messi nelle mani di un medico legale tra i più esperti, così da avere una perizia da allegare alla richiesta danni. «È presto per anticipare l’esito del lavoro del nostro consulente», sottolinea il legale, «ma posso dire che quando si è trovato in mano l’ultima cartella clinica il medico ci ha detto di non aver mai visto niente di simile nella sua carriera». Adesso starà al consulente ricostruire l’andamento della patologia negli ultimi dieci anni e stabilire il danno provocato dalla presenza di un corpo

estraneo, anche considerando che si tratta di una persona che, purtroppo, con la malattia cardiaca convive fin da quando era ragazzo. Anche senza che una garza abbandonata nel suo corpo gli complichi ulteriormente la vita sufficientemente provata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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