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Reintegrato e risarcito l’operaio cacciato da Nca

Carrara, il giudice accoglie il ricorso e ordina all’azienda di Costantino anche di pagare i danni subiti dal lavoratore. La soddisfazione dei sindacati 

CARRARA. La sentenza è netta: quel licenziamento è illegittimo, il lavoratore deve tornare al suo posto. La giudice del tribunale di Massa, sezione Lavoro, Erminia Agostini ha emesso ieri mattina l’ordinanza che annulla il provvedimento di licenziamento intimato dalla Nuovi Cantieri Apuania a Piero De Luca, dipendente addetto alla portineria (che l’azienda aveva licenziato, assieme a Stefano Zanetti, poi rientrato al lavoro in virtù di un accordo con il sindacato). Il giudice dispone l’immediata reintegra del ricorrente nel posto di lavoro. E condanna la società al risarcimento del danno “dallo stesso subito in ragione dell’illegittimo licenziamento”. In sostanza, il giudice ha integralmente accolto le tesi avanzate dal lavoratore iscritto Fiom, assistito dall'avvocata Carolina Cristelli. «Si tratta di una vittoria su tutti i fronti - sottolinea l’avocata Cristelli – che ci lascia molto soddisfatti. L’ordinanza, riconosce la tutela “forte” prevista dall’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, che prevede la reintegra nel posto di lavoro, il risarcimento del danno e la copertura contributiva. Si chiude nel migliore dei modi una vicenda che ha particolarmente segnato il lavoratore De Luca che, nonostante tutto, ha sempre creduto nella fondatezza delle proprie ragioni».

Per la segretaria della Fiom Luisa Pietrini questa vicenda «rappresenta la necessità che si torni a valorizzare il diritto al Lavoro come elemento primario del valore di uno stato democratico. Oltre che provare grande soddisfazione per il lavoratore, rinnoviamo la piena fiducia nel lavoro svolto dai giudici ringraziando inoltre l'avvocata Cristelli per l'impegno professionale dimostrato».

«Fin dall’inizio – riassume Paolo Gozzani, segretario provinciale della Cgil – abbiamo sostenuto che ci fosse un’ingiustizia di fondo nel provvedimento contro i due lavoratori. Nca è partita da ragioni comprensibili, la necessità cioè di dotarsi di guardie armate per il servizio di portineria-guardianaggio allo scopo di proteggere il patrimonio aziendale (in cantiere ci sono yacht del valore di decine e decine di milioni di euro). Un compito che i due lavoratori Nca non potevano svolgere. Ma il gruppo Nca ha deciso di licenziarli mentre poteva come noi chiedevamo, ri-collocarli, cioè destinarli ad altre mansioni, visto che il cantiere non è certo in crisi e che poteva ben assorbire i due dipendenti addetti al guardianaggio».

Contro

il licenziamento della coppia di operai c’era stata una mobilitazione di Fiom Fim e Uilm e dei rispettivi sindacati “magiori” Cgil, Cisl e Uil, con manifestazioni, presìdi all’ingreso dei cantieri e l’incatenamento simbolico dei lavoratori ai cancelli di Nca.c.f.



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