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L’investitore ai domiciliari: «È distrutto, piange sempre» - Video

Convalidato l’arresto di Pietro Pelliccia, che però è stato mandato a casa. In carcere era guardato a vista 24 ore su 24, si temeva potesse farsi del male

Massa, furgone piomba su comitiva di gitanti: due morti e due feriti Massa. Ferito anche il conducente del furgoncino. Tutti sono stati trasportati in ospedale dalle ambulanze allertate dal 118. Una donna è morta sul colpo, un uomo è stato portato in ospedale dove poi è morto. Arrestato l'autista, un lucchese. Il racconto della tragedia fatto dalla cronista del Tirreno Alessandra Vivoli

MASSA. L’udienza di convalida di dell’arresto di giovedì ha fatto quel che il suo nome suggerisce: ha convalidato la misura per Pietro Pelliccia, il 44enne responsabile della morte di Carmine Rifugio ed Enrica Barani in un incidente stradale. Ma ha stabilito di mandarlo agli arresti domiciliari. Dunque per adesso Pelliccia è in casa.

Uno choc anche per lui. L’uomo è disperato, dal primo momento in cui si è trovato di fronte quelle persone travolgendole. Quando ha capito cos’era successo, quel che aveva fatto. Ha cominciato a piangere e non ha smesso più. Una disperazione straziante, che ha fatto anche temere per la sua salute.

Infatti l’uomo è stato tenuto in sorveglianza continua 24 ore su 24 nei due giorni che ha passato all’interno del carcere. Guardato a vista dai piantoni nel reparto infermeria, per la paura che potesse farsi del male. Il terribile dolore per quanto successo lo ha spinto in una sorta di depressione senza spiragli, un tunnel vuoto di dolore. Incapace persino di parlare. Finora non ha affidato al suo avvocato di fiducia Manuela Aiazzi nessuna dichiarazione.

Chiaramente la sua situazione rimane molto critica. Le prime analisi effettuate dagli inquirenti hanno trovato tracce di cocaina nel suo organismo. E inoltre l’investimento è avvenuto mentre il gruppo di persone stava attraversando la strada sì, ma sulle strisce. Dunque l’accusa di omicidio stradale in questo caso è scattata in automatico, con conseguente arresto dell’uomo.

Nei pressi della casa di Pelliccia ovviamente c’è il massimo riserbo. D’altronde il profilo della questione avrà modo di chiarirsi con l’andare dei giorni e la messa a disposizione di tutte le analisi e una più chiara comprensione di quanto è accaduto.

Perché ancora non è del tutto chiaro come si sia svolto l’incidente. Se Pelliccia non abbia visto il gruppo perché distratto dalla guida del cellulare, perché andava troppo veloce e non ha fatto in tempo a frenare o deviare, o per altre ragioni che ancora devono essere indagate e valutate. Così come il suo comportamento dopo l’incidente. (l.r.d.)
 

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