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Ditte dell’indotto Pignone  il rischio sono 65 esuberi

Ditte dell’indotto Pignone il rischio sono 65 esuberi

Cgil, Cisl e Uil preoccupati: Bcube potrebbe riportare “in casa” tutti gli appalti I sindacati: «Se così fosse, a farne le spese saranno gli ultimi della filiera»

di Benedetta Bianchi
MASSA. Da qui a qualche mese ben 65 persone potrebbero perdere il posto di lavoro. È quanto emerso dalle riunioni di ieri pomeriggio tra le segreterie sindacali di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm e diverse aziende dell’indotto del Nuovo Pignone. Niente di nuovo sul fronte Vivaldi e Cardino per cui è stato siglato il mancato accordo relativo alla procedura di licenziamento collettivo per 13 lavoratori e non avendo trovato soluzioni in sede sindacale restano ora trenta giorni in cui saranno coinvolte le parti istituzionali. Il conto alla rovescia scatta domani.

C’è poi Logistics&painting, detenuta al 100% da BCube industrial spa, altra azienda operante al Nuovo Pignone di Massa; dopo aver ritirato nelle scorse settimane una procedura di licenziamento collettivo, ha annunciato ieri la necessità di attivare la cassa integrazione ordinaria fino alla fine di aprile a causa di momentanei scarichi di lavoro. Dopo di che le attività dovrebbero riprendere regolarmente. Ma è un’altra l’operazione che preoccupa non poco Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm ed è la volontà di Bcube di riportare «in casa» tutti gli appalti: così facendo potrebbero diventare realtà gli esuberi preannunciati e a farne le spese saranno gli ultimi della filiera. Con una ristrutturazione complessiva dell’organizzazione lavorativa, i sindacati si ritroveranno 65 esuberi da gestire, compresa la vertenza Vivaldi e Cardino. Martedì 17 è già programmato un incontro dei sindacati con le aziende della filiera BCube a rischio per capire il reale quadro della situazione. «Si sono concretizzati i timori espressi nell’assemblea di martedì – dichiara Michele Folloni segretario Fim Toscana Nord - e dovremmo affrontare la situazione che prevede un numero importante di esuberi; cercheremo di sfruttare il tempo a disposizione per trovare soluzioni che, da parte nostra, non prevedono né licenziamenti né allontanamenti forzati, ma siamo pronti a valutare tutti le ipotesi». La Fiom Cgil, tramite la segretaria Luisa Pietrini, ribadisce che «ci hanno prospettato un 2018, per quanto riguarda i carichi di lavoro, in tendenza con il 2017; se così è allora non dovrebbe esserci neppure un esubero. È una posizione fortemente drammatica in un territorio già fortemente colpito dalla disoccupazione - aggiunge la Pietrini che rincara la dose tirando in ballo anche un’altra questione già anticipata nei giorni scorsi -in

questo quadro dobbiamo capire cosa accade anche dentro Oma perché l’azienda ha tolto un appalto a Logistics&painting e cambia le forme di contratto, da indeterminati ad atipici, aumentando, di conseguenza, la precarizzazione all'interno del sito».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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