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La contessa di Linley incantata dalle cave

La nobildonna in visita con il Tau tour che ha portato nel ventre delle Apuane anche Carla Fracci, Paul Belmondo, Paolo Liguori e tante griffe della moda

CARRARA. Sembrava una normale turista in visita alle cave, ma in realtà lei è un'esponente dell'alta nobiltà inglese. Parliamo di lady Serena Alleyne Armstrong-Jones, contessa di Linley, nipote acquisita della regina Elisabetta seconda e del principe Philip, Duca di Edinburgh, nonché moglie del conte David Armstrong-Jones, il mobiliere inglese presidente della casa d'asta "Christie's London". La contessa si trovava in vacanza in Toscana e non ha saputo resistere al fascino delle Apuane. A farle visitare le cave un esperto del settore come Gabriele Giuntoni, titolare del tour operator "Il Tau tour", agenzia specializzata nelle visite guidate da Lucca alla Spezia con sede nella valle di Colonnata, che a bordo di un defender dell'azienda ha accompagnato la duchessa lì, dove si estraggono i marmi candidi. Un'esperienza che ha letteralmente incantato lady Serena. Ma la nobildonna inglese non è l'unica vip che si è avvalsa della professionalità di Giuntoni per un'escursione in loco. Sono tantissimi i personaggi che hanno visitato le cave usando i mezzi del Tau: la ballerina classica Carla Fracci, il giornalista Paolo Liguori, l'attrice inglese Catherine Bell, il cantautore Glen Hansard, la cantante e attrice russa Vera Breshneva, persino il principe ereditario del Quatar. Per citarne alcuni. Ma non è tutto Giuntoni è stato incaricato di trovare le location per alcuni tra i brand più famosi al mondo, come per esempio la campagna pubblicitaria di Armani sport 2018, e quella della casa automobilistica Maserati con il modello Paul Belmondo. Insomma, una realtà piuttosto vivace quella dei turisti alle cave, un plotone non solo vip che ogni anno e in ogni stagione decide di fare tappa in città. O meglio alle cave. Un flusso che secondo Giuntoni, ma a giusta ragione se venisse intercettato porterebbe ricchezza nelle tasche di tutti. «Purtroppo a Carrara c'è una visione aristocratica del turismo - spiega il titolare di Tau - chi viene in vista alle cave le ha scelte. Ci sono persone o comitive che arrivano dall'Australia. Programmano il loro viaggio in Italia e inseriscono le cave nelle tappe da visitare. Ma questo turismo resta mordi e fuggi. Non ci sono politiche in grado di spalmarlo anche in città. Immaginiamo - prosegue - che seimila persone oltre alle montagne visitino anche la città. Significa seimila caffè, seimila pranzi e seimila acquisti. Ma tutto questo non è messo in pratica. Spesso chi viene in visita si aspetta che Carrara sia una città d'arte, con laboratori di scultura ovunque. Spesso chiedono se esiste un museo della scultura, un museo vero intendo. La seconda cosa che interessa

di più ai turisti dopo il marmo è il lardo di Colonnata, vogliono vedere dove viene fatto. Abbiamo una risonanza a livello mondiale ma non sappiamo sfruttarla». Per cominciare a cambiare le cose conclude Giuntoni: «basterebbe che i carrarini facessero almeno un sorriso».
 

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